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5/11/2009
Moncaro, riconoscimenti al top da AIS, Luca Maroni, Touring Club, Veronelli e Gambero Rosso, che premia anche la sostenibilità ambientale della cantina
Moncaro, riconoscimenti al top da AIS, Luca Maroni, Touring Club, Veronelli e Gambero Rosso, che premia anche la sostenibilità ambientale della cantina
A Moncaro i riconoscimenti delle maggiori guide del vino. Protagonista il Verdicchio dei Castelli di Jesi, ma anche il Rosso Piceno. Nella foto il Presidente Doriano Marchetti.


La cooperativa marchigiana ha ricevuto i tre bicchieri della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso per il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva 2006 Vigna Novali. Vino premiato oltre che per la qualità anche per la sua sostenibilità ambientale visto che tre bicchieri in verde sono la novità della guida, che da quest’anno segnala anche il plus del basso impatto ambientale oltre che il rispetto di parametri rigorosi nella conduzione del vigneto, nella tutela del consumatore e dell’ambiente.
E sempre il Vigna Novali, ma con l’annata 2004 ha ricevuto la Corona della guida Vini Buoni d’Italia edita dal Touring Club Italiano. Oltre al Novali tre prestigiosi riconoscimenti hanno poi riguardato il Tordiruta Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Passito 2006 che si è aggiudicato i 5 grappoli della guida Duemila vini 2010, pubblicazione dell’Associazione Italiana Sommelier, oltre al super tre stellenei Vini di Veronelli 2010 e il 3° posto nella guida I migliori vini dolci d’Italia, scritta da Luca Maroni. Due verdicchi in diverse versioni, entrambi al top, in compagnia del Rosso Piceno Doc Superiore 2006 Campo delle Mura, anch’esso premiato con super tre stelle dalla guida Veronelli.
“L’apprezzamento delle maggiori guide verso i prodotti Moncaro ha il sapore delle Marche. Sono risultati che premiano la vocazione di un intero territorio – afferma Doriano Marchetti, Presidente Moncaro, - che si conferma sempre di più come esempio virtuoso nel panorama dell’enologia nazionale.”
“Numerosi sono i fattori che hanno contribuito alla continua crescita qualitativa – commenta Giuliano D’Ignazi, enologo – primo fra tutti il fatto di poter contare su oltre 200 ettari di vigneto a conduzione diretta nelle aree più vocate per selezioni. Secondo, la scelta di investire in ricerca e di poter contare su collaborazioni di rilievo internazionale come la consulenza dell’enologo Riccardo Cotarella, o dell’Università Politecnica delle Marche, che ci ha permesso di studiare a fondo la storia e le caratteristiche proprie del territorio.”
Le sinergie professionali e la ricerca scientifica già a partire dal vigneto, hanno permesso a Moncaro di selezionare negli anni i migliori lieviti autoctoni, di scegliere i cloni già presenti storicamente sul territorio, non soppiantando, ma valorizzando il patrimonio storico agricolo locale.

Moncaro in breve
Terre Cortesi Moncaro è stata fondata nel 1964 a Montecarotto (An). Oggi è la maggiore realtà delle Marche nel settore vitivinicolo con 1.180 soci e un fatturato 2008 di 22,8 mln di euro, derivante per il 65% dall’export con oltre 40 paesi di destinazione. Sessanta i dipendenti all’attivo, Moncaro dispone di tre cantine: la sede storica di Montecarotto (An), e due stabilimenti situati rispettivamente a Camerano (An) alle pendici del Monte Conero e ad Acquaviva (Ap) dove vengono prodotti, affinati ed invecchiati i vini tipici delle rispettive zone di produzione. I punti di forza Moncaro sono rappresentati dalla produzione dei vitigni autoctoni; dall’utilizzo dei metodi di coltura biologica e senza l’uso di sostanze di sintesi; la classificazione dei vigneti in base alle loro caratteristiche pedologiche e microclimatiche. Con 1.705 ettari di vigneti di proprietà aziendale, Moncaro garantisce al meglio la continuità qualitativa della produzione sotto la guida degli enologi Giuliano D’Ignazi e Riccardo Cotarella.
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