Per accogliere meglio le esigenze di mercato si è deciso di offrire
un diverso metodo di vinificazione delle nostre eccellenze.
Ad esempio, abbiamo confermato la proposta del Rosso Piceno
DOC, generalmente di annata, accanto al Rosso Piceno Superiore,
invecchiato e più robusto. Continuiamo a spumantizzare la Passerina
ed il Pecorino, ottenendone una versione più vivace e leggera.
Se la riconoscibilità e la forte autoctonia sono i punti di forza dei vini
Piceni, allo stesso tempo alcuni aspetti di tale approccio, come
per esempio la mentalità conservatrice, hanno costituito
un deterrente per lo sviluppo, insieme anche alla scarsa conoscenza
del territorio da parte del viaggiatore/consumatore.
La parte sud infatti, che va dal fiume Chienti al confine con l’Abruzzo,
potrebbe essere definita come un territorio puro, uno scrigno
da scoprire, meno promosso e valorizzato di altri.
Queste caratteristiche ne fanno allo stesso tempo un punto
di debolezza e di forza, in quanto asso nella manica da tirar fuori
in futuro per rivitalizzare l’enoturismo.
L’entusiasmo degli operatori e dei nostri 48 soci quest’anno è stato
confermato da una vendemmia che, se ha visto un leggero calo
della produzione di uva, ha permesso l’ottenimento di prodotti finiti
di grande eccellenza.
Relativamente ai mercati di riferimento, come confermano i dati
dell’Osservatorio di Nomisma nel 2018, in una decade
l’esportazione del nostro vino è aumentata dal 35% al 50%;
un considerevole aumento, reso possibile soprattutto dai cospicui
fondi europei destinati alla promozione. Le nazioni in cui i nostri
prodotti vengo importati in maggior misura sono, a livello
extraeuropeo, USA, Canada, Cina e Russia. A livello europeo anche
questo anno , abbiamo ottenuto ottime performance in Germania,
Paesi Scandinavi e Regno Unito.
Per questo nel 2020 il Consorzio Vini Piceni ha presentato
un progetto OCM, per circa 1,3 milioni di euro; molte aziende socie
hanno puntato su mercati fino ad ora poco esplorati con i mezzi
comunitari come Sud-est asiatico, Russia, Giappone.
Nello scorso anno sono stati investiti dal nostro Consorzio circa 1,5
milioni di euro, ottenuti attraverso l’OCM e il PSR.
Grazie a questa virtuosa convergenza tra imprese, enti pubblici,
Regione Marche e UE , il nostro territorio è in grado di
rappresentare degnamente l’Italia a livello internazionale, grazie
ad un linguaggio innovativo nella comunicazione e nel marketing,
ma soprattutto grazie all’impegno dei nostri produttori, che sono
i più importanti ambasciatori della nostra Regione nel mondo.
Giorgio Savini
Presidente Consorzio
di Tutela Vini Piceni