Le Marche nel Bicchiere 2021 - page 18

Consorzio e potranno essere i fattori di successo dei vini Piceni, e
delle Marche ingenerale, per esaltare le nostre colline, da secoli
terroir ideale per particolari vitigni autoctoni che hanno dato vita a
vini di gran pregio, in prevalenza rossi, ma con la presenza di
sontuosi bianchi.
Ma se il Piceno è entrato nell’eccellenzadel vino italiano lo deve
anche alla alta percentuale di produzione biologicache negli ultimi
venti anni ha visto una consistente crescita.
Insomma rinnovamento generazionale, prodotto biologico e forte
autoctonia, ovvero puntare sui vitigni del territorio, non cedendo alle
facili lusinghe dei vitigni stranieri, sono le sfide fino ad ora vinte che
hanno fatto sì che il territorio ne sia uscito sempre più rafforzato.
Abbiamo raccontato la storia a chi non la conosceva, costruendo un
mondo da scoprire intorno allenostre bottiglie di vino.
Rosso Piceno DOP, Falerio DOP, Terre di Offida DOP e Offida DOCG
sono pronti per superare questo innegabile periodo così traumatico
e presentarsi al mondo inevitabilmente rinnovato con consumi ed
abitudini chepotranno cambiare in fretta. Saremo pronti a rafforzare
le immagini dei vini di pregio, strutturati, eleganti ed importanti ma
saremo pronti anche ad affrontare crescente attitudine dei
millennials
alla frequentazione di
winebar
ed enoteche, con l’offerta
di vini di più facile approccio.
E l’entusiasmo degli operatori e dei nostri 53 soci quest’anno è stato
confermato da una vendemmia brillante che sta permettendo di
ottenere prodotti finiti di grande eccellenza.
Se la riconoscibilità e la forte autoctonia sono i punti diforza dei vini
Piceni, allo stesso tempo alcuni aspetti di tale approccio, come per
esempio la mentalità conservatrice, hanno costituito un deterrente
per lo sviluppo, insieme anche alla scarsa conoscenza del territorio
da parte del viaggiatore/consumatore. La parte sud infatti, che va
dal fiume Chienti al confine con l’Abruzzo, potrebbe essere definita
come un territorio poco conosciuto, incontaminato, meno
valorizzato di altri ma in grado di fornire, per questo, quel senso di
sorpresa che altri territori, già esplorati, non possono dare.
Queste caratteristiche, che potrebbero essere apparentemente una
debolezza, saranno la forza della promozione del nostro Consorzio
che si appresta a tuffarsi in questa nuova avventura, in un mondo
probabilmente cambiato, inutile fingere, ma certi che sarà pronto ad
accogliere le nostre eccellenze.
Giorgio Savini
Presidente Consorzio
di Tutela Vini Piceni
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