PRODOTTO
BIOLOGICO
E FORTE
AUTOCTONIA:
LE SFIDE DEL
CONSORZIO
VINI PICENI
N
onostante l’annata che andiamo a licenziare, caratterizzata
da un andamento climatico anomalo, Il Consorzio di Tute-
la Vini Piceni continua la sua marcia verso la promozione
delle sue denominazioni, con motivazioni più forti di quelle che ci
hanno accompagnato in questi anni.
Un cammino deciso verso una cultura del biologico che si sposa per-
fettamente verso l’obiettivo del distretto regionale che potrà esse-
re, come auspicato dall’assessorato all’agricoltura, uno dei più vasti
in campo nazionale.
In tal senso i numeri del Consorzio di Tutela Vini Piceni parlano chia-
ro: l’82,3%della produzione delle aziende facenti parte del Consorzio
è di tipo biologico, dato davvero sorprendente visto che dal territorio
di competenza, compreso nelle province di Ascoli Piceno e Fermo,
proviene oltre il 50% dell’intera produzione vitivinicola regionale.
Se il Piceno, quindi, è entrato nell’eccellenza del vino italiano lo de-
ve anche alla alta percentuale di produzione biologica che negli ul-
timi venti anni ha visto una consistente crescita.
Questa si è registrata anche verso la promozione, visto che sono sta-
ti confermati gli investimenti previsti dal bando PSR per le attività
in campo nazionale e comunitario e per quelli verso i mercati dei
paesi terzi: Usa, Canada, Cina, Sud est asiatico, Giappone in preva-
lenza, a dimostrazione del coraggio e dell’ottimismo che pervade i
nostri operatori.
Crediamo fortemente nell’operosità e nel carattere dei nostri im-
prenditori, nel legame inossidabile tra vecchio e nuovo, ma capa-
ce di evolversi, modificarsi nel tempo per non soccombere alle lo-
giche di mercato, pur mantenendosi ancorati alle radici storiche.
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