Sommeliers Magazine Marche n. 20 - page 98

hanno proposto una utile e fresca novità al merca-
to moderno con un vino di invidiabile leggerezza,
bevibilità e gradevolezza.
La pianta si presenta con una foglia media, penta-
gonale. Il grappolo è grande, piramidale o conico,
alato e mediamente compatto. L’acino è grande sfe-
roidale, con buccia pruinosa, spessa e consistente,
di colore giallo. Di buona vigoria, ha una matura-
zione tardiva. Esprime al meglio le sue caratteristi-
che in terreni profondi di medio impasto, sabbio-
si, freschi, sia argillosi sia calcarei, preferibilmente
esposti a sud-est o nord-est, a un’altitudine varia-
bile dai 200 ai 300 m s.l.m.
La vinificazione segue la tradizione contadina, lavo-
rando in bianco le uve, a volte con una macerazione
delle bucce in fase pre-fermentativa (criomacera-
zione), seguita dalla fermentazione a temperatura
controllata. La versatilità di questo vitigno, soste-
nuta dai suoi caratteri chimico fisici, certificati poi
nella DOC Offida, lo vede protagonista nella spu-
mantizzazione per la sua qualità e quantità di acidi
fissi, oltre alla possibilità di creare un piacevolissi-
mo “vino passito” piuttosto che il “vino santo”, ti-
pico del Comune di Ripatransone, grazie alla sua
buccia spessa e pruinosa che lo protegge durante le
fasi di appassimento. Nel Fermano i vecchi fattori
lo utilizzavano per la produzione del “vino cotto”.
Le migliori espressioni spumantizzate si han-
no con il Metodo Martinotti (l’enologo Federico
Martinotti codificò la procedura di rifermentazio-
ne in autoclave più di dieci anni prima del france-
se Charmat, che poi le impose il nome) che offre
un prodotto fresco, di corpo leggero ma di buona
persistenza: gradevolissimo aperitivo specie con
le olive fritte all’ascolana; negli ultimi anni diver-
se Aziende hanno iniziato a produrre lo spumante
utilizzando il metodo classico.
I caratteri organolettici del vino ottenuto dalla Pas-
serina sono tendenzialmente simili, anche se otte-
nuto in zone diverse: Marche, Abruzzo o Lazio.
Caratteristiche semplici contraddistinguono il vi-
no: il colore è paglierino di solito scarico ma lumi-
noso, l’olfatto è legato a note floreali e fruttate, e
l’immagine dominante è la sua spiccata freschez-
za gustativa supportata da una sottile nota di mi-
neralità.
Nelle Marche la Passerina si esprime con note ol-
fattive di piacevole vivacità, legate ad aromi agru-
mati di pompelmo e di pomacee bianche, leggere
sfumature floreali che cedono il passo a sensazio-
ni amarognole di mandorla e noce che si ritrovano
anche sul finale dell’assaggio. Se vinificata con at-
tenzione, si arricchisce di una bella sprizzata erba-
cea verde che rammenta la mentina e la camomilla,
il fruttato di frutti esotici aciduli, con un bouquet
sicuramente molto avvincente.
Si potrebbe criticare l’acidità e la sapidità che lo
rende scalpitante, poco bilanciate dall’alcol, ten-
denzialmente limitato ma coerente con le moder-
ne tendenze del bere “easy”. Comunque sia, la beva
è fresca, lineare, con la trama sapida che gli rende
un finale d’ineguagliabile giustezza.
Stupisce senza strafare, è una piacevole esperien-
za per coloro che non lo conoscono e che restano
colpiti dalla gradevole territorialità del vino, che fa
tornare alla mente le amabili serate estive trascorse
sul bagnasciuga dei lidi adriatici, magari mentre si
gustavano i molluschi o i crostacei appena pescati
nel Mare Nostrum.
Ed è un vino da pesce, da verdure grigliate o fre-
sche in pinzimonio. Interessante sulle fritture di
“paranza” per il suo potere sgrassante, sui Campo-
filoni con le telline, ma anche con una bella fetta di
pane casereccio spalmato con il Ciauscolo!
Foto a lato - Offida
Vigneto a Ripatransone
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I contadini, ammiccando, dicevano: “La passera
(Passerina ndr) te la devono dà giovane, bionda e
fresca!” guardandoti e ridendo con gli occhi che
brillano di astuzia campagnola!
Mentre l’amico al wine bar, che affronta per la pri-
ma volta un calice di Passerina, potrebbe afferma-
re: “non ho grandi esperienze in merito, ma non
credo che in giro ne esistano di così saporite...”
Un attimo di silenzio, poi... risata generale.
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