Le Marche nel Bicchiere 2015 - page 32

Gli spumanti italiani rappresentano
oggi, sempre più, una realtà qualitativa
e commerciale di notevole rilevanza e
quindi, anche in questa pubblicazione,
visto anche il riscontro ottenuto, conti-
nuiamo a riservare uno spazio dedicato
agli spumanti delle Marche.
Tra i vari prodotti che ci offre il merca-
to spiccano quelli dei nostri produttori
marchigiani i quali sono riusciti ad otte-
nere un ottimo risultato grazie sia alla
loro professionalità che alla peculiarità
del nostro territorio, ricco di vitigni au-
toctoni che in quanto a forza, capacità
e bontà sono adattissimi a sostenere le
stressanti lavorazioni richieste per la produzione di questo piacevole pro-
dotto. Spiccano in quanto a pregio il Verdicchio, il Pecorino, la Passeri-
na, il Maceratino, il Biancame, la Malvasia e tanti altri a bacca bianca,
compreso il Trebbiano che hanno dimostrato una vocazione unica per
la spumantizzazione, così come i vitigni a bacca rossa: il Lacrima, il Mon-
tepulciano, il Sangiovese, per finire poi sulla Vernaccia di Serrapetrona,
nostra Docg e prodotto davvero unico a livello mondiale. Le nostre Can-
tine sanno fare! non improvvisano sulla scia della moda, gli spumanti
vengono prodotti nelle Marche da sempre e a testimonianza di questo,
esistono innumerevoli prove tra cui, una delle più importanti è rappre-
sentata da un’opera editoriale: “De Salubri Potu Dissertatio”; del medico
fabrianese Francesco Scacchi, pubblicata a Roma nel 1622. In quest’op-
era, il cui titolo può tradursi in ’dissertazioni sul bere salubre”, oltre alle
considerazioni mediche e salutistiche legate al consumo delle bevande,
vi si trovano importanti informazioni sulla tecnica della rifermentazione
del vino in bottiglia, su quello che oggi noi chiamiamo “Metodo Classico”
ed i francesi “Methode Champenoise”. Le informazioni e le accurate de-
scrizioni contenute in questo documento, arrivano molto prima del mito
di Dom Pèrignon, dell’abbazia di Hautvillers, a cui la tradizione francese
attribuisce l’invenzione dello Champagne e la fa risalire verso il 1670. Un
fatto, questo, che assegna all’Italia, in particolare alle Marche, un primato
mondiale che fa sicuramente un po’ di invidia ai nostri cugini d’oltralpe.
Riteniamo indispensabile e fondamentale, in particolare in questo perio-
do di recessione, dare alla produzione dello spumante marchigiano, il
meritato rilievo congiuntamente ad un grosso sostegno e stimolo affin-
ché non vada perduto un insostituibile tassello della storia della nostra
terra.
Sommelier Prof. Claudio Giacomini
Vice Presidente AIS Marche
Coordinatore della Guida
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