Sommeliers Magazine Marche n. 21 - page 53

Colli Maceratesi DOC Bianco
Il vitigno classico, autoctono e storico dei Colli
Maceratesi Bianco è riconosciuto con il nome di
Ribona o Montacchiese ed ancora con Verdicchio
maceratino, in quanto clone del più noto cugino
jesino. L’area di produzione, a forte vocazione vi-
nicola, si estende in tutta la provincia di Macerata,
dal mare ai monti, dai confini fermani e di Ascoli
fin sotto le porte di Loreto.
Il disciplinare DOC dei Colli Maceratesi Bianco
nato nel 1975 prevede nella sua base di Montac-
chiese un uvaggio al 30% con uve italiche e inter-
nazionali: Trebbiano, Malvasia toscana, Grechetto,
Incrocio Bruni 54, Pecorino, Chardonnay e Sauvi-
gnon, congiuntamente o disgiuntamente. La cosa
crea a volte un po’ di confusione ma favorisce la
personalizzazione del vino, pur permettendo al
Montacchiese di emergere. La denominazione
Colli Maceratesi Ribona è prodotto al 100% con
l’omonimo vitigno.
Caratteristiche organolettiche
- Si presenta con
una veste giallo paglierino tenue. Avvolto da fini e
variegate profumazioni fruttate di pomacee, am-
mandorlate, di fiori di campo e biancospino e a vol-
te pesca, geranio o salvia a seconda dei vitigni part-
ners utilizzati. Il gusto è secco, abbastanza morbido
e di buona sapidità. Abitualmente ben equilibrato
e pur essendo un vino da apprezzare in tutta la sua
giovane freschezza si porta dietro la dote fino ai due
anni successivi dalla vendemmia e spesso oltre nel-
le migliori vendemmie.
Negli abbinamenti
- È eccellente compagno di
risotti e paste in salse di mare bianche, del brodetto
portorecanatese, di fritture e grigliate di pesce, dei
Vincisgrassi in bianco dell’antica ricetta del Neb-
bia, delle Canne d’oro (sorta di grossi cannelloni
in bianco), del ciauscolo e della coppa di testa, del
pollo in potacchio e del coniglio in porchetta.
Vini speciali
-
Nella denominazione Colli Mace-
ratesi Bianco sono previsti buoni Spumanti Brut
Metodo Martinotti ed eccellenti passiti.
Non possiamo mancare di ricordare gli straordi-
nari Vin cotti, capitale dei quali è la cittadina di
Loro Piceno e che da sempre sfida gli altrettanti
meravigliosi di Rosara e Venarotta nell’ascolano.
Colli Maceratesi DOC Rosso
Era il rosso per eccellenza delle campagne macera-
tesi quando, ancora vino contadino e lontano dalla
DOC si produceva con Sangiovese, un po’ di Mon-
tepulciano e qualche grana di Lacrima e Vernaccia
nera, messe a dimora casualmente sparse in mezzo
ai filari dei su detti vitigni. Qualche contadino ag-
giungeva anche un pizzico, purtroppo proibita, di
uva cimicia, la così detta vitis silvestris.
Con l’arrivo della denominazione nel 1975, e suc-
cessiva modifica del 2001, entrano nell’uvaggio
congiuntamente e disgiuntamente per un totale
pari al 50%, anche uve di Cabernet Franc, Caber-
net Sauvignon e Merlot, apportando una decisiva
personalizzazione del vino che si presenta oggi con
varie sfaccettature.
Caratteristiche organolettiche
- Si presenta
all’occhio con un vivido colore rubino e riflessi vio-
lacei. Profumazioni che vanno da leggera amarena
e prugna a piccoli frutti rossi, dalla rosa alla viola a
seconda dell’uvaggio. Gradevolmente secco e mor-
bido e di buona ma moderata gradazione alcolica,
abbastanza fresco, leggermente tannico e di grade-
vole sapidità. Equilibrato nelle componenti non è
mai un vino di gran corpo. Si fa apprezzare infatti
per la sua fragrante fresca vinosità e di conseguenza
va consumato entro i due anni dalla vendemmia.
Non è vino da invecchiamento (a prescindere dalla
tipologia Riserva).
Negli abbinamenti
- È in assoluto fra i miglio-
ri vini da sposare a carni bianche giovani come
l’agnello in potacchio ed il maialino in porchetta e
gode con trippe e carni in umido. Si sublima con i
paccheri all’oca, gli gnocchi di patate all’anatra, le
tagliatelle al ragù e i Vincisgrassi in versione rossa,
i cargiù maceratesi (sorta di grossi ravioli farciti di
ricotta e spinaci e conditi in salsa di pomodoro e
parmigiano), la polenta condita con costine di ma-
iale e gobbi in salsa rossa. Con i salumi predilige
quelli di Fabriano, ma anche lonze e lonzini ben
stagionati. Nei formaggi trova piacevoli abbina-
menti con i caci pecorini dei nostri Appennini
moderatamente stagionati.
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La provincia di Macerata
è corollata di produzioni
enologiche IGT che vanno
da bianchi a rosati e rossi.
Moltissimi di questi sono
spesso apprezzati più dei
prodotti doc, perché è
proprio in queste tipologie
di vini che i produttori,
svincolati dalla più severa
legislazione DOC, possono
concedersi libertà di
interpretazione, realizzando
senza limiti le proprie libido
e filosofie enologiche.
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