Verdicchio Metodo Classico brut
È una coniugazione perfetta fra territorio, micro-
clima e vitigno che rende il Verdichio protagonista
unico in questa regione. Altrove non è mai riuscito
a dare il meglio di se stesso.
La sua potenza estrattiva, lo scheletro acido, i com-
plessi sentori fruttati e ancor più loreali e amari-
canti e la grande sapidità ne fanno probabilmente
il più potente vino mediterraneo. Senza queste ca-
ratteristiche non riuscirebbe a resistere ai lunghi
tempi di spumantizzazione del Metodo Classico.
Eccellente da pronto e ammaliante da maturo,
resiste all’urto del tempo ino ed oltre i dieci
anni dalla sboccatura, manifestando a pieno
tutte le peculiarità soprattutto amaricanti che
lo distinguono dagli spumanti continentali.
Negli abbinamenti:
Da gustare quale aperitivo in compagnia
di ostriche piatte, gli straordinari mo-
scioli (cozze selvagge) di Portonovo,
tartine al salmone, sushi e sashimi.
Perfetto sugli amidacei: risotti
scampi e verdicchio brut, spa-
ghetti e tagliatelle alle vongole
telline in salsa bianca. Salmone
alla griglia e rombo chiodato al
forno, astice ed aragosta bollite,
formaggi pecorini freschi, asiago,
e taleggio, ino ai gorgonzola.
Rosati Metodo Classico brut
Nascono abitualmente da Montepulciano, ma pre-
senti anche i vitigni internazionali come il Pinot
nero e lo Chardonnay.
Fanno sentire la forza ma anche l’eleganza dei su
detti vitigni aprendosi con eleganti note fruttate e
fragranti. Si stanno difondendo notevolmente e
con grande interesse dei degustatori che tendono
da tempo a riabilitare il vino in rosa, quasi
scomparso di recente, ma molto apprez-
zato in passato sulle tavole della no-
biltà a rappresentarne una esclusi-
va di questa casta. Attualmente le
Marche con le storiche produzio-
ni del Salento, non escludendo il
mitico Montepulciano Cerasuolo
d’Abruzzo, sono le regioni del cen-
tro sud che più credono in questi co-
munque non facili prodotti enologici,
realizzati soprattutto fermi.
Negli abbinamenti:
Dal tono decisamente importante si impegnano
su molti fronti gastronomici. Dagli stessi appetizer
di cui sopra arriva ad eccellere sul tataki di tonno
rosso, il crudo di ricciola e di pesce spada. Ma per
via del contrasto dell’anidride carbonica e della sua
freschezza con l’acidità del pomodoro è meglio evi-
tarne il contatto, a meno che non si tratti di sane
conserve e ben fatte, ma utilizzate con molta parsi-
monia. In un contesto seppur lievemente trasgres-
sivo li abbiamo trovati interessanti sui paccheri
allo scoglio, con la freschezza smorzata dall’ami-
do della pasta. Per chi non sa rinunciare alle bol-
licine a tavola, scampi, gamberoni e aragostine in
leggera salsa in porchetta sono da suggerire come
abbinamento. Ottimo sulle grigliate di mare come
sui grandi pesci al forno e pollo in potacchio ino
all’agnello. Buoni gli accostamenti con formaggi
semi stagionati.
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