Le Marche nel Bicchiere 2015 - page 12

Scrivere di vino vuol dire parlare di
una peculiare economia. D’altron-
de questo prodotto tradizionale si
rivolge al mercato globale, si quali-
fica come elemento strategico per
il Paese e presuppone indispen-
sabili politiche di comunicazione.
Oggi il vino, ma occorre dire il pro-
dotto vino di qualità, assume delle
caratteristiche che appartengono
a quei prodotti attraverso i quali i
vari Paesi sperano di competere
sul mercato globale. Questo bene
deve inglobare valenze sempre più
immateriali connesse non soltanto alla qualità intrinseca, ma anche a
quella evocata dalle metodologie produttive e dall’ambiente dal quale
trae origine. Proprio dalla concentrazione di una grande tradizione sto-
rica su piccoli territori geografici da parte di un gruppo umano relativa-
mente limitato deriva la decisa stabilità nei caratteri. In molti casi, l’iden-
tità locale è preponderante rispetto all’immagine aziendale. Nei tempi
più recenti la lavorazione del vino è diventata, ancor più tradizionale
del passato, ma, nel frattempo, ha subito un mutamento radicale che ci
consegna una nuova realtà produttiva. Le novità interessano in modo
particolare i mercati di sbocco e le nuove tecniche di commercializzazio-
ne e comunicazione, le innovazioni di prodotto e di processo legate alla
produzione vitivinicola cui sono strettamente connesse l’evoluzione del-
le interrelazioni industriali e l’incidenza di tale attività sull’intera struttura
economica. In sintesi il vino nei trascorsi due decenni è di venuto un
mondo complesso. E’ un elemento economico, ma anche fenomeno di
costume che coinvolge a 360 gradi l’intero scenario enogastronomico
e intercetta le tendenze espresse dalle modificazioni della sensibilità ali-
mentare. E’ questo un mercato maturo? Forse per certi aspetti sì, ma per
tanti altri no. Sono tantissimi gli indici di performance positivi riferiti a un
prodotto unico e non imitabile.
Ma su quest’opera è stato fatto di più, una scelta esplicita, quasi di
campo, quella di collazionare, in lingua italiana e inglese, i lavori di
ricercatori e operatori, non solo attivi nella vitivinicoltura, ma anche
nell’olicultura. Su questo prodotto e, in particolare sugli oli monovarieta-
li marchigiani qui recensiti, s’inserisce a pieno titolo la filosofia dell’intero
sistema camerale marchigiano e di quello di Pesaro Urbino in particolare
che vende, proprio nell’unione di queste due produzioni, l’opportunità
di creare reddito occupazione in armonia con l’ambiente la cultura e la
storia della nostra regione.
Alberto Drudi
Presidente Camera di Commercio di Pesaro e Urbino
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