Le Marche nel Bicchiere 2015 - page 18

Forte unione d’intenti e un intenso la-
voro verso la ‘qualità totale’ costruito
pazientemente negli anni. Sono questi
i caratteri distintivi che accomunano
le 800 aziende socie dell’Istituto Mar-
chigiano di Tutela Vini (IMT), il consor-
zio nato nel 1999 che oggi tutela 16
denominazioni, tra Doc e Docg, nelle
province di Ancona, Macerata e Pe-
saro-Urbino. Si spazia dal Verdicchio,
bianco fermo più premiato dalle guide enologiche italiane nel 2015 e
vino principe delle Marche, al Bianchello del Metauro, al Rosso Conero,
dalla Lacrima di Morro d’Alba ai Colli Pesaresi, dall’Esino al Pergola, pas-
sando per San Ginesio, Colli Maceratesi, Terreni di San Severino fino alla
Vernaccia di Serrapetrona, unico spumante rosso al mondo che subisce
3 fermentazioni.
Siamo partiti con un consorzio “sui generis” che riuniva 17 soci e oggi,
dopo 15 anni, contiamo su 800 associati, esprimendo il 45% della su-
perficie vitata regionale e il 90% dell’export complessivo. A caratterizzar-
ci è stato il gioco di squadra tra grandi e piccoli produttori: uomini che
hanno deciso di puntare sulle peculiarità viticole di ogni denominazione
e sulla ‘qualità totale’ ma allo stesso tempo sulla promozione integrata,
consapevoli che la vera forza oltre alla qualità è l’unità.
Si è creato così negli anni un vero e proprio sistema Marche, vitale per
proporsi all’estero, in grado di ottimizzare fino in fondo i finanziamenti
disponibili. E’ significativo ricordare che dal 2009 ad oggi, i produttori
che si riconoscono nel nostro consorzio hanno investito complessiva-
mente oltre 10mln di euro tra OCM e PSR Marche. Di questi, oltre 4
milioni erano a carico dei soci. E quest’anno investiremo quasi 2mln di
euro con il PSR Marche 2015 e 2,8 mln di euro con l’OCM Vino 2015,
di cui la metà a carico dei nostri produttori. Tutto ciò a testimonianza
che le nostre aziende credono nel prodotto e nel sistema, investendo
per prime nella promozione. L’IMT, dal canto suo, ha cercato di lavo-
rare puntando sull’ascolto dal basso, sulla capillarità del lavoro e so-
prattutto sul coinvolgimento di tutti i produttori, in modo che ciascuno
possa essere protagonista secondo le sue peculiarità. Attraverso i fondi
Ocm, oltre sessanta tra piccole e grandi aziende marchigiane riescono
a conquistare mercati importanti come Usa, Cina, Canada, Giappone,
Sud America. Un traguardo impensabile prima del 2009 e che oggi
rappresenta invece il nostro futuro: questi Paesi saranno sempre di più
l’ossigeno per le nostre imprese.
Gianfranco Garofoli,
Presidente Istituto Marchigiano di Tutela Vini
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