Le ‘Bollicine’ conquistano sempre più consumatori e i produttori
marchigiani rispondono con ottimi prodotti, molto spesso da
vitigni autoctoni: bianchello, verdicchio, maceratino, pecorino,
passerina, lacrima, vernaccia nera. D’altra parte, gli spumanti
vengono prodotti nelle Marche da sempre, come testimonia
un importante scritto, del medico fabrianese Francesco Scacchi,
il “De Salubri Potu Dissertatio” pubblicato a Roma nel 1622.
L’edizione 2015 si arricchisce della sezione dedicata agli Oli
Monovarietali. Grazie alla collaborazione con il Panel Regionale
Assam, capitanato da Barbara Alfei, vengono inserite
le descrizioni degli oli prodotti nella campagna 2014, ammessi alla
undicesima Rassegna Nazionale degli oli monovarietali.
L’edizione 2016 è carica di significati per noi che collaboriamo
alla sua realizzazione. Ne è venuto a mancare l’ideatore,
Claudio Giacomini, ma grazie al lavoro e al contributo di tutti,
l’Ais Marche è riuscita a realizzare un prodotto editoriale sullo
stesso piano dei precedenti.
Tutto ciò è stato senza dubbio reso possibile dalle solide basi
create da Claudio negli anni precedenti e dalla passione e voglia
di tutti coloro che contribuiscono alla realizzazione de Le Marche
nel Bicchiere di uscire ogni anno con una Guida migliorata.
Bel 214 le aziende che hanno aderito, decretando il successo di
questo catalogo che vuole rappresentare le Marche enologiche.
Sono 229 le aziende coinvolte nell’Edizione 2017, nella quale
è stato inserito un focus sui tartufi
dal titolo “I vini da tartufo delle
Marche” a cura di Piergiorgio Angelini.
In ogni provincia marchigiana
è possibile raccogliere tartufi,
di tipo e stagionalità diverse.
Il risultato è che nelle Marche è
possibile mangiare tartufi tutto l’anno.
L’approfondimento crea le basi per uno
studio più approfondito
sull’abbinamento del vino a
piatti a base di tartufo, i cui
risultati vengono riportati
nell’Edizione 2018 de
“Le Marche nel bicchiere”.