Le Marche nel Bicchiere 2020 - page 39

i sofferenti d’artrosi e di reumatismi lo usavano per frizionare
le parti dolenti. Era utilizzato come disinfettante delle piccole
ferite che i bambini si provocavano giocando e, sempre con la
stessa funzione, unito all’aglio in infusione ci si lavano ancora i
budelli del suino prima di insaccare i salumi.
Si somministrava in piccole quantità, come se fosse un medicinale,
alle donne in stato di gravidanza, alle puerpere e agli ammalati
in convalescenza, mentre con una certa abbondanza, si dava
alle “opere”, cioè ai lavoratori, come bevanda corroborante
durante i principali lavori agricoli.
Infine, con il vino cotto si lavavano i defunti, probabile esito
d’antichi riti purificatori per passare nell’aldilà.
Numerose ricerche scientifiche condotte, prima in università
statunitensi, poi in quella di Teramo, hanno confermato il forte
potere antiossidante e antinfiammatorio del vino cotto.
Somm. Piergiorgio Angelini
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