Le Marche nel Bicchiere 2020 - page 41

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un quinquennio, anche se vi sono invecchiamenti che raggiungo-
no i 30 o 40 anni. La lunga maturazione nelle botti (preferibilmen-
te non nuove), unita alla caramellizzazione dello zucchero, confe-
risce al prodotto il suo tipico colore, profumo e sapore.
Il Vino Cotto a tavola:
gli abbinamenti migliori
S
ulla tavola contadina marchigiana non mancava mai il Vino
Cotto, consumato ogni giorno come vino da pasto, mentre
oggi al contrario viene generalmente servito alla fine.
i abbina perfettamente a prodotti dolciari tipici quali biscotti,
pasticceria secca mandorlata, ciambelle, cavallucci, serpe; accom-
pagna con equilibrio alcuni tipi di frutta, come le pesche sciroppa-
te o le castagne arrostite, e non disdegnano formaggi stagionati
dal sapore deciso.
Il Vino Cotto si trasforma in ingrediente della cucina tradizionale
marchigiana utilizzato per primi piatti, per insaporire pietanze a
base di carne o per la preparazione dei dolci. Si rivela inoltre pre-
zioso come aromatizzante nella norcineria.
Alla vista presenta colori che vanno dall’oro cupo all’ambrato;
all’olfatto i profumi ricordano frutta cotta e candita, marmellata di
agrumi, confettura di prugne, caramello, mallo di noce, spezie
dolci, chiodi di garofano, cannella, datteri, fichi secchi, torrone di
mandorle, miele di castagno, con leggere folate di affumicatura.
In bocca il Vino Cotto si propone dolce, rotondo, caldo, contrap-
posto ad una sapidità ed acidità a volte pungente che crea un pia-
cevole equilibrio. Pertanto tali caratteristiche lo rendono un com-
pagno ideale di serate fra amici davanti al caminetto, elevandolo
a pieno merito fra i vini da meditazione.
Somm. Prof. Cesare Lapadula
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