Gli scrittori (Leopardi a esempio) hanno avuto
un multiforme complesso rapporto con il vino,
in parte trasferito in romanzi, racconti, poesie,
fumetti e la letteratura abbonda e si ciba di riferi-
menti al vino. I generi del giallo sono quasi quanti
i vitigni e la storia è lunga quasi quanto quella del
vino. Non sono stati pochi gli scrittori avvinazzati,
non è escluso un vignaiolo gran lettore.
Da qualche mese alcune cantine marchigiane han-
no ospitato incontri fra amanti dei libri o dei vini,
talvolta di entrambi, con particolare attenzione ai
generi letterari giallo-noir-thriller-kriminal-poli-
cier (si chiama “giallo” solo in Italia per un’interes-
sante vicenda editoriale promossa nel 1929).
Ha iniziato a fine luglio l’antica azienda Malaca-
ri di Offagna in provincia di Ancona nel giardino
della villa (
Il vino è giallo
); poi a metà settembre
la cantina Panichi di Castel di Lama in provincia
di Ascoli (
Vini, gialli e visciole
), a metà ottobre
l’azienda Fontezoppa di Civitanova in provincia
di Macerata (
Cantina in giallo
), a metà novembre
a Ripatransone la Tenuta Cocci Grifoni (
Cantina
in giallo e noir
), sempre accompagnando il parlare
con degustazioni, se non addirittura cene su pre-
notazione. Altri tre incontri “Enonoir” si stanno
svolgendo presso la Civica Enoteca Maceratese, or-
ganizzati da “Macerataracconta” e sostenuti da tre
aziende (
Borgo Paglianetto, Verdicchio di Matelica;
Alberto Quacquarini, Vernaccia di Serrapetrona;
Santori, Ribona
), l’ultimo sarà il prossimo 15 apri-
le sugli “
Abbinamenti complici
”, tutti conclusi dal
quiz indo-vino.
Sono giurato del Premio Scerbanenco (miglior
noir italiano) e sono sommelier, da oltre un ven-
tennio recensisco romanzi e saggi. Mi sono così
trovato quasi per caso, per il gusto di stare con
amici a chiacchierare di due significativi piaceri
della vita, a riflettere sull’enologia nella letteratura
e sulla scrittura nel liquido odoroso, dal punto di
vista di chi consuma piuttosto che di chi produce
(bottiglie e volumi).
Vi sono infiniti reciproci spunti: colori, analisi
visivo-olfattiva, struttura, educazione al gusto, in-
trattenimento critico, ignoranza, pubblico, sociali-
tà, mercato. Non tutti consumiamo libri e vini, lo
si fa per piacere e, quando ci si abitua, non si riesce
più a farne a meno. Diventiamo specialisti di un
vitigno o di una tipologia, di un autore o di una se-
rie; aspettiamo con ansia la nuova annata o uscita;
ci facciamo consigliare da amici o da esperti affi-
dabili; accettiamo con curiosità mista a diffidenza
un nuovo prodotto; ci piace discuterne dopo aver
assaggiato o letto.
Tutti gli incontri enoletterari hanno preso avvio
da alcuni libri gialli ove molto si parla di ricette,
cucina, vini (a esempio, dall’Artusi di Marco Mal-
valdi e dal Ruché, vino del Papa). I volumi erano
sul tavolo, da aprire e citare, lì insieme ai vini da
versare, niente da vendere, niente da comprare.
Non c’è bibliografia sul tema, si tratta di costruirla
insieme, a partire da quanto bevuto o letto, ciascu-
no un poco. Si presenta un filo di pensieri non un
nuovo titolo in vetrina.
Non sono mancate brevi riflessioni su grandi scrit-
tori (non solo giallisti) che hanno dedicato pagine
celebri alla cucina e agli abbinamenti alcolici, la
cui fama si è collegata alla cultura e al mercato del
vino: Simenon, Stout, Montalban, Camilleri.
Fra domande e curiosità ho cercato di offrire al-
cune indicazioni (anche bibliografiche) sulle ten-
denze del binomio vino-giallo e su alcuni romanzi
recenti che le evidenziano. Si è chiacchierato, si è
bevuto, ora qui ora là, appezzando tutte le DOCG
marchigiane. Con moderazione e gusto. E conti-
nueremo.
A MACERATA TRA POETI E SCRITTORI
VINI E LIBRI DI GUSTO
Valerio Calzolaio
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