Cuneo
Zona di produzione
del Barolo DOCG
Torino
Alba
PIEMONTE
Verduno
Roddi
Grinzane
Cavour
Diano
d’Alba
Serralunga
d’Alba
Castiglione
Falletto
Monforte
d’Alba
Novello
Barolo
La Morra
Le pregiate bottiglie
conservate nell’Enoteca
Regionale del Barolo
Il suggestivo paesaggio
delle Langhe (foto a lato)
Artefici saranno non solo i sovrani, Carlo Alberto e
Vittorio Emanuele II, i nobili come la marchesa Giulia
Falletti di Barolo o Camillo Cavour, gli enologi come
Staglieno o Oudard, i borghesi commercianti ma sopra-
tutto i semplici e umili contadini, viticultori che hanno
contribuito a rendere queste colline un giardino vitato.
Le Langhe sono il territorio dove questo vitigno ha tro-
vato maggiore sviluppo, comprese fra il Monferrato a
Nord e l’Appennino Ligure a Sud, esse sono suddivise fra
Bassa Langa (a Nord del torrente Belbo), e Alta Langa (a
sud dello stesso corso d’acqua). Il paesaggio della Bassa
Langa è dominato dalla vite, l’Alta Langa invece è quella
con tanta natura e minori insediamenti umani.
Alba è la capitale delle Langhe, situata sulle rive del fiu-
me Tanaro, essa ha una storia molto antica legata alla
popolazione dei Liguri Stazielli che abitavano que-
ste zone all’incirca nel terzo secolo a.C. Passò sotto
la dominazione romana nel 89 a.C. prendendo in
nome di Alba Pompeia, e visse un periodo molto
florido insieme alle vicine Pollenzo e Bene Vagienna. A
sud di Alba, dopo pochi chilometri inizia la zona del Ba-
rolo, il vino più importante d’Italia, il maggiore rappre-
sentante dei vini piemontesi prodotti da uve Nebbiolo.
La zona geografica
La zona del Barolo comprende oggi circa 1980 ettari di
vigneto, con una produzione di circa 14.000 di bottiglie.
Due vallate e tre crinali di colline antiche, il cui suolo è
composto in prevalenza da tre tipi di terreni, formatisi
in età Serravalliana, Tortoniana e in parte Messiniana:
- Marne dal bianco-grigiastro al bluastro (dette marne di
Sant’Agata) con 55% di argilla, 30% di sabbia e 15% di
calcare;
- Arenarie di colore grigio, bruno e giallastro chiamate
arenarie di Diano;
- Strati di sabbia o arenaria grigio-rossastri alternati a
marne grigie (formazione di Lequio).
I tre tipi di terreni sopra elencati si trovano in maniera
molto diversificata in tutti e 11 i comuni della denomi-
nazione.
La zona del Barolo è costituita da undici comuni, in
genere piccoli villaggi, sulle eleganti e curate colline si
trovano le MGA, Menzioni Geografiche Aggiuntive, di
questa denominazione.
I Comuni della denominazione
Cherasco
- Città storica, caratterizzata da un fascinoso
centro storico situato su un altopiano posto alla con-
fluenza dei fiumi Stura di Demonte e Tanaro, ha sul suo
territorio circa 2 ettari facenti parte della denomina-
zione, coltivati e vinificati da un unico produttore, una
MGA denominata Mantoetto.
Verduno
- Paese del Beato Valfrè e sede di alcuni storici
ed importanti produttori che hanno segnato la storia di
questo vino. Verduno è anche il territorio del pelaverga,
antico e curioso vitigno. Il villaggio vanta 11 MGA tra
le quali va ricordato, Monvigliero, Massara e S. Lorenzo.
Roddi
- Sorge su una collina che sovrasta il probabile
campo della battaglia dei Campi Raudii del 101 a.C. nella
quale Gaio Mario sconfisse i Cimbri, il comune annovera
una MGA: il Bricco Ambrogio.
La Morra
- Negli statuti che questo comune si diede nel
1402 è nominato per la prima volta il vitigno Nebbiolo.
La Morra è un paese che riveste un ruolo molto impor-
tante all’interno della denominazione, dovuto al nume-
ro di aziende presenti e alle 39 MGA , tra le più signifi-
cative ricordiamo le Brunate, Cerequio, Annunziata , La
Serra e Gattera.
Uva
Nebbiolo
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