Sommeliers Magazine Marche n. 41 - page 5

Alle soglie della primavera si
pensa ad una sola cosa: obbiet-
tivo Vinitaly, si fanno progetti e
ottimizzazione delle giornate da
dedicare all’evento, vista l’occa-
sione unica di avere a disposizio-
ne l’intero panorama vitivinico-
lo italiano.
Alcune sensazione negli anni
hanno modificato questa visio-
ne: incontrando amici e produt-
tori ci si scambiano domande ed
informazioni e se ne deduce che
sempre più persone stanno cam-
biando opinione sul Vinitaly e
per diverse ragioni.
La prima, la più pericolosa per
il nostro caro e vecchio Vinitaly
è il Prowein, fiera enologica te-
desca che si tiene due settima-
ne prima della nostra veronese,
ha un taglio nettamente più in-
ternazionale ed è rivolta molto
di più ai professionisti del setto-
re, ai buyer americani ed asiatici,
mercati che molte aziende in Ita-
lia non riescono a raggiungere.
Quest’anno oltre 1500 produt-
tori italiani hanno presenzia-
to al Prowein , il 20% circa degli
espositori, nella speranza di po-
ter lanciare l’azienda sul mercato
internazionale, con il Chianti e il
Nobile di Montepulciano punte
di diamante di questa presenza;
del resto il 30% della produzio-
ne di Chianti viene esportato in
Germania ed è logica e strategica
questa presenza.
Il nostro Vinitaly invece è la ve-
trina del vino italiano, la più
completa, per questo molti buyer
sono presenti ad entrambe le fie-
re, però il fatto che le due ma-
nifestazioni abbiano date così
ravvicinate mette in difficoltà so-
prattutto gli espositori che si tro-
vano a dover investire molto su
due mercati completamente dif-
ferenti e naturalmente senza ave-
re un ritorno tangibile ed imme-
diato.
Anche a causa di questi costi così
elevati sta prendendo sempre
più campo il fuori salone: even-
ti collaterali al Vinitaly che con
la scusa di dare una dimensione
più intima e umana al rapporto
appassionato/buyer produttore
si svolgono in altre location più
piccole e meno costose.
Di questa tendenza si sono resi
conto anche gli organizzatori
del Vinitaly e, con grande com-
petenza, si dimostrano capaci di
reinventarsi, non chiudendosi al
cambiamento, ma investendo in
tale direzione e non solo nei gior-
ni di fiera: l’intento principale è
quello di divenire il punto stra-
tegico del vino italiano in ogni
momento.
Non vogliamo giudicare le due
fiere, ma sentiamo espositori che
preferiscono il Prowein anche
per la comodità dei trasporti e
dei parcheggi, apprezzano il Vi-
nitaly per gli allestimenti più fan-
tasiosi, poi difetti e mancanze si
riscontrano in entrambe le ma-
nifestazioni, dal servizio dei bic-
chieri ai collegamenti telefonici.
Quello che più ci preoccupa è la
troppa vicinanza dei due even-
ti che possono coesistere tran-
quillamente visti i tagli differen-
ti, l’importante è che una non
scimmiotti l’altra, ma mantenga
la propria identità.
Il Vinitaly per noi non rappre-
senta solo un’occasione per gli
operatori ma è il più grande ap-
puntamento per tutti gli enoap-
passionati che sperano nel fu-
turo di veder migliorate tutte
quelle carenze che attualmente
devono essere colmate.
Queste fiere sono il massimo a
livello promozionale, ma ci sono
anche tante altre forme intelli-
genti di promozione e quest’an-
no un esempio ce lo ha fornito
il consorzio del Conero, dotan-
do molti ristoranti marchigia-
ni di una macchina professiona-
le per servire il Rosso Conero e
il Conero al calice, garantendo
così massima qualità anche nel
singolo bicchiere grazie all’azo-
to che preserva i profumi di una
bottiglia che può essere bevuta
anche non nella stessa serata.
Ho visto clienti incuriositi dalla
novità, oltre ad assaggiare il vino
ti ascoltano mentre parli del-
le caratteristiche del Montepul-
ciano che matura a ridosso del
mare, nel microclima più adat-
to e, naturalmente, se parli della
Riviera del Conero, delle bellez-
ze paesaggistiche ma anche dei
piatti che si possono assaggia-
re, invogli gli ospiti, che nel mio
caso vengono da tutta l’Italia, al
turismo enogastronomico.
Un vino per potersi proporre agli
“stranieri” deve essere il cardine
del territorio, esservi radicato e
proposto nei ristoranti al posto
del merlot di un’altra regione.
PROMOZIONE...
MA QUALE?
“L’AIS Marche tutta si
unisce al dolore della collega
Marica Spuria per la perdita
della cara mamma.”.
Editoriale del Presidente
_ Domenico Balducci
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