Sommeliers Magazine Marche n. 41 - page 7

Come nel Saint Émilion la viticultura ha quindi
radici millenarie, ma nel XVI secolo furono gli
olandesi, interessati al commercio del vino per la
lega anseatica, a creare in zona la prima vera orga-
nizzazione produttiva selezionando le progenie di
quelli che oggi sono i vitigni protagonisti.
Negli Anni ‘30 del secolo scorso, con l’avvento del-
le prime AOC, il Pomerol entra nella lista dei ter-
ritori di pregio seppur in parte esclusa dalla classi-
ficazione dei crus. Fino a metà degli Anni ‘50 solo
l’allora Château Petrus (oggi Petrus) entrava nella
classificazione di “
1
er
des grand crus”
che poi perse
nella nuova classificazione del 1955 a vantaggio dei
Saint Émilion; “Poco importa dicono i produttori,
noi siamo pur sempre Pomerol”, quasi a voler sot-
tolineare “un nome... una garanzia”.
Il terroir si compone in genere di sabbie e argil-
le molto ricche di ferro ed il clima, nonostante le
influenze fluviali e atlantiche, è di tipo semi conti-
nentale con frequenti escursioni termiche durante
le ore diurne. Essendo investito in pieno dall’anti-
ciclone delle Azzorre che incontra spesso il ciclone
islandese la piovosità non manca.
I vitigni sono quelli classici neri bordolesi dove,
a differenza del Medoc, terra eletta dei cabernet
sauvignon, qui domina il merlot nei confronti del
cabernet franc che a volte fa da spalla e con insigni-
ficanti parcelle di malbec.
Come sopra citato è il Petrus ad esserne il primo at-
tore. Nel visitare la
propiété
si può rimanere delusi
in quanto ci si aspetta di trovare un classico château
bordolese con torri e guglie ed invece appare come
una modesta tenuta di campagna con foresteria; lo
stabilimento enologico infatti non risiede da tempo
all’interno di questa, ma è ben più distante.
Quindi è il motivo per cui con la classificazione
del 1955 ha dovuto rinunciare alla denominazio-
ne
château
(mantenuta ancora per un po’ di tempo
per il mercato inglese) che in realtà in questa re-
gione aquitana non significa propriamente castello
ma semplicemente proprietà, come in Borgogna
invece si identifica in
domaine
.
A prescindere da ciò la qualità produttiva è al top
di gamma. Le culture sono a minor impatto chi-
mico possibile per non dire totalmente biologiche.
Anche le moderne tecniche di vinificazione sono
quasi bandite per procedere ancora secondo gli in-
segnamenti ereditati dal passato. Potature verdi e
diradamenti sono quasi ossessionanti e addirittura
è regola fissa che le vendemmie vengano effettua-
te in un’unica giornata adoperando a volte anche
duecento operatori assunti all’uopo.
La tenuta Petrus si estende per 11,4 ha con una
densità di piante pari a 5.500 per ha e con un’età
media di 35 anni. Il controllo della fase fermentati-
va dei mosti è decisamente maniacale e avviene ri-
gorosamente in vasche di cemento per sostare poi
21 mesi in botti di rovere sempre nuove.
La propiété Château Petrus
Uva merlot
Lalande de Pomerol
Montagne
Saint Émilion
Lussac
Saint Émilion
Puisseguin
Saint Émilion
Saint Émilion
Dordogne
Libourne
Mappa enologica
di Saint Émilion,
Pomerol e Fronsac
Saint Georges
Saint Émilion
Pomerol
Fronsac
Canon
Fronsac
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1,2,3,4,5,6 8,9,10,11,12,13,14,15,16,17,...40
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