All’inizio della civiltà, molto prima della nascita
dei grandi insediamenti mesopotamici, tra il Mar
Nero e il Caspio ai piedi della catena caucasica, in
Georgia l’umanità addomesticherà le prime viti.
Non più pianta selvatica da frutto quindi ma nel
tempo a divenire addirittura madre della bevanda
consacrata 4500 anni dopo agli Dei dell’Olimpo el-
lenico. 8000 anni di storia ci divide da allora e la
Georgia primeggia ancora nel mondo come mag-
gior custode di vitigni autoctoni.
Sì... il Vino è qui che nacque e le tecniche di produ-
zione ad oggi sono ancora rigorosamente ataviche.
Nel neolitico medio si amplia la diffusione dell’eco-
nomia agricola in tutto il medio oriente. Il villaggio
cisgiordano di Gerico, primo agglomerato urbano
della storia fin già dall’XI millennio, imponeva le
prime regole di vita comune e l’organizzazione del-
le attività umane e soprattutto agricole.
Nel V millennio a.C. anche i georgiani della re-
gione di Imiris-gora, forse per immigrazioni con-
taminanti, saranno già in grado di allinearsi e la
produzione del vino diventerà una delle più impor-
tanti attività popolari. Saranno le zone costiere sul
fronte del Mar Nero le più interessate alla viticoltu-
ra estendendosi poi fino ai piedi della catena mon-
tuosa del grande e piccolo Caucaso. Nella storia, le
prime legioni romane di Pompeo che si affacciaro-
no verso quei lidi e ancora quelle di Traiano non
riuscirono a creare nessun effetto di latinizzazione
nelle popolazioni, ma vi riuscirono gli Arabi molto
più tardi ad introdurre alcune loro abitudini.
Quando oggi si parla di Orange wines si fa riferi-
mento alle loro tecniche di produzione tramandate
nei millenni da padre in figlio e che in loco defini-
scono con il nome di Amber wine per via dell’ossi-
dazione dei polifenoli.
La cosa più originale e caratteristica non sono solo
le fermentazioni lunghe anche un paio di mesi ed
effettuate su grane e raspi che conferiscono appun-
to ai vini colorazioni aranciate, profumi speziati
e aromi intensi e sapidità marcate, ma appunto le
tecniche... se così possiamo chiamarle.
GRANDI VINI MONDIALI
GEORGIA
Gualberto Compagnucci
Monastero di Alaverdi,
Telavi, Kakheti
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