Ampie le caratteristiche organolettiche degli Oran-
ge a fermentazione con tutta la massa solida che
vanno nei vini più maturi a intense colorazioni
color arancio e ambrate e al naso con note di mie-
le, zafferano, cacao, agrumi canditi, confettura di
frutti gialli, sambuco e anice stellato, noce moscata
e il tutto incorniciato da un persistente balsamico.
Il gusto è ampio intenso, persistente, caldo, con leg-
gera freschezza, a volte con accenni di tannini e nel
complesso di grande struttura.
Più delicate e meno intense, ma gradevolissime
e più vicine al nostro stile di bere, le sensazioni
dei vini con fermentazione a basso contenuto di
massa solida.
È usanza spesso in quasi tutte le famiglie ottenere
poi dalle vinacce fermentate un distillato molto
simile alle nostre grappe.
Pur non seguendo le nostre filosofie sugli abbina-
menti gli accostamenti con imigliori vini bianchi e
rossi prevedono per tradizione piatti come i ravioli
di carne detti Khirkali, il Kaciapuri che è il piatto
nazionale e in pratica trattasi di un pane farcito di
uova e formaggi vari come ricotta e feta, le zuppe
Bablis, Mivris e Metsvinis, i piatti di pesce Tarti
tetri ghvinit, le carni rosse Muzhuzhi, Beteli e
quelli a base di pollame come il Tabeka e il Pudou-
ris garo, ma la lista sarebbe molto più lunga.
In conclusione, nel tempo l’invasione sovietica fece
della Georgia il proprio serbatoio vinicolo e con la
creazione di cooperative aumentò notevolmente la
produzione utilizzando tecniche moderne e con
l’intrusione di vitigni internazionali.
Il tutto ha messo in pericolo le vecchie tradizioni,
dove però con giusta caparbia nel settore orientale
si insiste ancora con i metodi ancestrali, ben che la
modernità abbia in qualche modo inciso abbastan-
za anche negli usi e costumi.
Mi è in animo organizzare una bella serata sui vini
georgiani perché non vi è futuro senza la cono-
scenza del passato, anche se qui il passato è lon-
tano... molto lontano, a tal punto che si dice che
l’arca di Noè sia approdata sull’Ararat, quindi a
due passi dalla Georgia, terra anche del leggenda-
rio vello d’oro.
I tipici kvevri in una cantina nella regione di Kakheti
La cantina-museo del
Chavchavadze Palace a
Tsinandali (Kakheti, Telavi),
XIX sec., famosa per
la sua collezione di
oltre 16.500 bottiglie
Chateau Mukhrani, Tbilisi
Cantina Khareba, Kvareli
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