LA BIODIVERSITÀ
OLIVICOLA DELLE MARCHE
E GLI OLI MONOVARIETALI
Barbara ALFEI
Capo Panel AMAP
F
are reddito in olivicoltura si può.
La specie olivo, da sempre bistrattata perché rustica e
generosa, può regalare soddisfazioni anche economiche,
proprio come la vite ed altre piante da frutto, se gestita con
professionalità in tutti gli anelli della filiera.
Fare reddito vuol dire non solo produrre di più spendendo di meno,
quindi razionalizzando la tecnica colturale e le operazioni di
potatura e raccolta, che maggiormente incidono sui costi di
produzione, ma anche valorizzare l’olio, in modo da spuntare sul
mercato un prezzo che sia remunerativo per il produttore.
La Marche vantano un ricchissimo patrimonio di biodiversità, sono
ben 23 le varietà iscritte al Repertorio
(L.R. 12/2003 - Tutela delle
risorse genetiche animali e vegetali del territorio marchigiano)
,
selezionate nel corso dei secoli dagli olivicoltori in base alla loro
capacità di tollerare le principali avversità climatiche e parassitarie;
e proprio negli areali di origine e maggiore diffusione tali varietà
danno le migliori garanzie di compatibilità ambientale e riescono
ad esprimere le migliori peculiarità degli oli, sia a livello chimico che
sensoriale.
Le varietà autoctone delle Marche sono: Ascolana dura, Ascolana
tenera, Capolga, Carboncella, Carbò, Cornetta, Coroncina, Lea,
Mignola, Mignolone, Nebbia del Menocchia, Nostrale di Rigali,
Oliva grossa, Orbetana, Piantone di Falerone, Piantone di
Mogliano, Raggia, Raggiola, Rosciola Colli Esini, Sarganella,
Sargano di Fermo, Sargano di San Benedetto, Zampello.
Da qui 20 anni fa, la grande intuizione dell’ASSAM, oggi AMAP
(Agenzia Marche Agricoltura Pesca), di mettere in piedi un
progetto per il rilancio della olivicoltura, proponendo un modello
colturale semplice, efficace, collaudato e soprattutto duraturo, che
passa per il recupero dei tanti oliveti tradizionali, spesso
abbandonati a causa della scarsa redditività, e nuovi impianti
razionali, a sesto di impianto circa 6x6 m, con varietà in filari
separati, per una raccolta (agevolata o meccanica) differenziata in
base al modello di maturazione.
Il percorso passa per:
n
la riscoperta di una biodiversità olivicola così variegata;
n
la valorizzazione di varietà autoctone legate al territorio di origine;
n
il grande valore della compatibilità ambientale, dalla quale non
si può più prescindere in epoca di cambiamenti climatici;
n
la riscoperta del vaso policonico quale unica forma di allevamen-
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