La storia delle lame si perde nella notte dei tempi.
I Sumeri furono i pimi a prestare particolare at-
tenzione alla fusione dei metalli per ottenete armi
bianche sempre più solide. Furono però gli Ittiti ad
uscire per primi dall’età del bronzo per giungere a
quella del ferro. Si narra che il faraone Ramesse II,
prima di intrapprendere la grande guerra con que-
sti che culminò con la famosa battaglia di Kadesc
terminata in pareggio, avesse inviato le sue spie
verso i territori ittiti allo scopo di impadronirsi del
segreto delle loro nuove temibili spade forgiate dal
ferro. Anche l’acciaio si suppone possa essere nato
intorno al primo millennio avanti Cristo. I romani
infatti ne fecero largo uso già prima dell’età repub-
blicana. Anche Annibale usò spade in acciaio du-
rante la battaglia di Sagunto.
Una storia sulla quale sono stati scritti interi libri
è quella delle lame di Toledo. La città castigliana
diventa famosa per le sue lame dopo l’invasione
iberica degli arabi. Fra il 1200 ed il 1600 la fama
delle lame di Toledo si diffuse non solo in tutta
Europa ma raggiunse anche il Giappone. Diversi
grandi Samurai si recarono in Catalogna per far
forgiare le loro Katane. Sembra comunque che
furono gli stessi arabi ad introdurre nella peniso-
la iberica la conoscenza del miglior acciao, a loro
volta rubata ai persiani. Risuona ancora a Toledo il
nome di uno dei più rinomati suoi spadaccini, Ju-
lian del Rey detto Maestro Perillo, che divenne nel
tempo il più famoso costruttore di lame toledanos.
Anche i tedeschi nella città di Solingen (Renania-
Vestfalia) diverranno fra i più abili ed apprezzati
costruttori di lame in Europa.
Senza ombra di dubbio però la fama acquisita da-
gli atigiani nipponici con le loro insuperabili Kata-
ne non rivaleggia con nessuno; si impiegano mesi
per costruirne una ed il risultato deve essere asso-
lutamente perfetto. I Samurai ancora dicono che
all’interno della propria Katana è fusa l’anima di
se stesso ed il cuore del maestro artigiano.
lame in cucina
Dimmi che coltello usi
e Ti dirò chi sei
Gualberto Compagnucci
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