Fortunatamente Madre Natura ha distribuito le ri-
sorse globali con un equilibrio magistrale anche
se con proporzioni diverse per ogni zona. Nono-
stante i
terroir
prevalentemente sabbiosi e di na-
tura alluvionale del Cile emergono capolavori ac-
compagnati da prezzi decisamente competitivi co-
me lo Chardonnay Estate nella valle Casablanca o
Don Maximiliano di Errazuriz, il Don Melchior di
Concha Y Toro e ancora la Medalla Real di Santa
Rita oppure il Montes “M” nella valle di Apalta. In
futuro udiremo anche l’eco degli ottimi Riesling e
Gewürztraminer cileni, in fase di sperimentazione
nella regione di Bío-Bío, che dovranno confrontar-
si con i magnifici vini della Mosella.
Dalle vallate cilene della subzona Casablanca
provengono i migliori Chardonnay e Sauvignon
Blanc, mentre i distretti vocati al Merlot e al Ca-
bernet Sauvignon si confermano Majpo e Rapel.
Sulla stessa longitudine, ma nel versante opposto
dell'Aconcagua ove la cima è vestita perennemente
in abito nuziale, a Maipú e Luyán de Cuyo, anche
l’Argentina produce le migliori espressioni di Mal-
bec e torchiati di Cabernet, apprezzati e richiesti
ormai in tutto il mondo.
Gli spazi e gli scenari sconfinati e sovente lunari
dell’Argentina lungo la cordigliera cambiano no-
tevolmente colore e lineamenti scendendo o salen-
do di latitudine e con essi temperature, insolazio-
ne, umidità come pure la riduzione delle precipita-
zioni nell’arida zona Atlantica che si protrae fino
al Bastione delle Ande. Il calore eccessivo costrin-
ge i viticoltori ad abbarbicare i propri vigneti lungo
le dorsali e gli altopiani della Precordigliera andi-
na in uno spazio molto ristretto rispetto all’esten-
sione del Paese dove gli eccessi delle escursioni ter-
miche, che possono raggiungere sbalzi anche di 25
gradi nell’arco di una giornata intera, arricchisco-
no i vini di vibranti colori e profumi.
Roberto Cipresso, celebre winemaker, è il cantore
del nettare di bacco; come Robert Parker ebbe mo-
do di dipingerlo leggendo i versi del suo libro “Il
romanzo del vino” nonché assaporando le note dei
suoi stupendi esemplari imbottigliati sotto il cie-
lo argentino che riscuotono enorme apprezzamen-
to non soltanto nel Nuovo Mondo. Alcuni di essi
hanno meritato i punteggi tra i più alti nella sto-
ria del vino raggiungendo la valutazione di 99/100
attribuitagli dall'incensato e influente "The Wine
Advocate". Ha inoltre concepito a Mendoza il mi-
glior vino argentino oltre che di tutto il continen-
te sudamericano. Nella spasmodica ricerca del
ter-
roir
eccellente per produrre un vino da sogno, su
incarico della Bodega Achaval-Ferrer, Roberto in-
vestì molto del suo tempo senza risultati, ma un dì,
giunto al limite della rassegnazione fra gli eterni
deserti rocciosi e le sparute oasi di verde indomito,
in un fazzoletto di terreno abbandonato nel secolo
scorso dagli emigranti italiani, intravide fra il gro-
viglio di sterpi alcuni tralci sfibrati di vitigni che,
lottando tenacemente per non soccombere, auspi-
cavano un aiuto dalla prima anima viva. Fu per-
corso da un brivido nell'intuire che il sogno di sco-
vare l'agognato
terroir
al cospetto della magnitu-
dine brillante delle costellazioni australi stava per
avverarsi. Sopraggiunto dall'opposto emisfero capì
il lamento crepuscolare delle vetuste piante riflet-
tendo sul miracolo della vita perpetuatasi in con-
dizioni pedoclimatiche estreme.
Vigne Errazuriz
Cantina Lapostolle
(foto a lato)
Bottaia Santa Rita
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