Sommeliers Magazine Marche n. 35 - page 4

Editoriale del Direttore
_ Gualberto Compagnucci
UN CONTRIBUTO AI
GIOVANI SOMMELIER CON
QUALCHE SUGGERIMENTO
Ho diversi suggerimenti da dare
ai giovani Sommeliers a riguar-
do della professione. Il mondo
del lavoro è sofferente e non si
sa quando la crisi avrà termine.
Fiduciosi che ciò avvenga al più
presto è comunque meglio orga-
nizzarsi: si ma come? Nel nostro
settore, visto che la ristorazione
a prescindere dalle rare realtà al
top fa fatica per via dei costi o è
scettica ad inserire la figura del
sommelier nel proprio organico,
indico alle nuove leve come poter
affrontare il problema con i se-
guenti punti:
1) Investire in wine bar, enote-
che e bistrot, visto che la gente,
per motivi dietetici, di patente,
diabete cavalcante e nuove cul-
ture è sempre più indirizzata a
consumare prodotti alcolici light
lasciandosi alle spalle i vecchi
americans e cochtails bar. Gli
investimenti tra l’altro sono mol-
to più contenuti di tante altre at-
tivita. Preferire indubbiamente
cittadine di almeno cinquemila
abitanti in su e città e non piccoli
paesini sperduti soltanto perché
vi si è residenti. Le località di ma-
re o rivierasche saranno preferite
a quelle interne a meno che non
si tratti di centri importanti o di
particolare interesse turistico.
2) Ho prodotto un’articolo sullo
Street food nell’ultimo nume-
ro della magazine proprio come
nuovo indirizzo per i giovani.
Un sommelier potrebbe esserne
avvantaggiato specializzando il
suo food shop viaggiante anche
come Street wine mobile e quin-
di in pompa di servizio da som-
melier offrire la possibilità agli
avventori di abbinare i propri
club sandwices e quant’altro ai
migliori vini regionali, nazionali
e birre artigianali, considerando
anche la sera che sarebbe compli-
ce a proporre after wine dinner
offrendo vini dolci abbinati alla
pasticceria, soprattutto secca.
3) Organizzarsi in cooperative
agricole, sfruttando piccoli terre-
ni incolti di proprietà o affittan-
doli da terzi. Produrre formaggi
e salumi, birre artigianali, mie-
li, conserve, sott’aceti e sott’olio,
aceti speciali, essenze come la
lavanda e nei casi possibili anche
zafferano. Se si ha la fortuna di
trovare un casale o casa colonica
nelle immediate vicinanze consi-
derare la possibilita di un B&B o
di una Country House o ancora
di Agriturismo, quest’ultimo re-
golamentato da leggi precise e
perché no la possibilità di pro-
durre anche del vino: poco ma
buono.
4) E ancora Gelaterie mobili e
Crêperie. Basta un carino Ape
o piccolo furgoncino tutto bian-
co, per dare più senso di puli-
zia, opportunamente attrezza-
to e adeguato all’uopo secondo
legislazione igienico sanitaria e
previo licenza ambulante. Il ge-
lato rigorosamente artigianale,
salubre e di grande qualità potrà
essere proposto ogni dove, ma
ovviamente un po lontano da
eventuali gelaterie. Le preferen-
ze saranno le località turistiche,
piazze, feste paesane, fiere e sa-
gre, spiagge più o meno custodite
o incustodite; insomma andrete
dove volete e potete. E... quale
aggiunta: sapete quanti vini dol-
ci naturali e liquorosi si possono
abbinare ai tanti gusti di gelato?
Che ci vuole ad inserire nel fur-
goncino un piccolo frigo con un
po’ di buone bottiglie, qualche
calice e una piccola lavastoviglie?
Ma penserei anche ad una Crêpe-
rie mobile, magari integrata al
gelato. Tutto si può fare e se c’è
voglia anche di più!
Datevi da fare ragazzi! L’AIS vi
da una mano producendovi la
cultura necessaria a migliorare
il vostro futuro “tra un pezzo di
pane e di formaggio, un gelato e
un calice di vino”. Bless you!
ERRATA CORRIGE:
ci scusiamo
con i lettori per il refuso “Tanks”
anziché “Thanks” sull’editoriale
del direttore dell’edizione N.34.
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