Ma… c’è un altro punto a loro vantaggio: la po-
polazione croato-bosniaca dopo la guerra dei Bal-
cani deve ancora risolvere il grosso problema del-
le 90.000 mine antiuomo sotterate a caso in tut-
to il territorio e senza mappatura. Dopo aver uc-
ciso duemilacinquecento persone nessuno sa do-
ve siano le altre migliaia rimaste e ciò crea grande
preoccupazione e paura. L’unico sistema per indi-
viduarle sembra essere l’utilizzo delle Api che sono
gli unici animali iper sensibili alla polvere esplosi-
va; pensate quindi quanto importante e vitale sia
questo insetto.
Riferendomi invece alla tranquilla specie europea
beh… cominciate a guardarla con occhio diverso
dall’insetto fastidioso e quando la incontrate to-
glietevi il cappello e salutate: “Buongiorno signo-
ra Ape!” Il miele è il dono più grande che que-
sto imenottero ci dà: dolce e gustosissimo ali-
mento definibile “ambrosia dell’umanità”.
Le varietà sono tantissime, tante per
quante sono quelle floreali che attirano
l’insetto: mille fiori, tiglio, acacia, aran-
cio, castagno, girasole, cipolla, trifoglio e
persino la sulla, giusto per citare le più note
delle centinaia prodotte. Il suo flavour diviene pro-
tagonista anche nelle sensazioni olfattive di tantis-
simi vini dolci naturali e liquorosi.
Determinante nelle prime colazioni di molte po-
polazioni come anche una delle più sane meren-
de da produrre soprattutto ai bambini. Le golose
tribù pigmee delle foreste del Gabon e gli indios
dell’Amazzonia sfidano la morte pur di raggiun-
gere un nido di Api selvatiche e sottrarne il mie-
le da consumare sul posto con grande ingordigia
e… queste sono le specie africane, quelle aggressi-
ve e più letali.
Il miele è uno dei prodotti naturali più sani e as-
solutamente biologico o per lo meno non inquina-
to. Le Api infatti rifuggono per la loro iper sensi-
bilità le specie floreali contaminate da trattamenti
chimici. Se una di queste dovesse remotamente ali-
mentarsi di polline inquinato morirebbe prima di
poterlo trasformare in miele.
Per la salute umana è un vero toccasana raccoman-
dato da tutta la letteratura medica. Le controindi-
cazioni sembrano riguardare soltanto i diabetici in
quanto considerato zucchero primario al pari del
glucosio, anche se qualche saltuaria goccia potreb-
be non essere negata.
in cucina e negli abbinamenti
A prescindere dal quotidiano il Miele ha uso molto più ampio
di quanto si possa pensare in gastronomia. Remotamente uti-
lizzato per elaborare primi piatti, a meno che non siano parti-
colari ravioli farciti da formaggi, può trovare invece un buon
impiego su preparazioni di carni bianche, nel caso pollame,
agnelli e maialini come usanza della cucina in stile orientale e
non solo. Altre eccellenti applicazioni sulle fritture di crostacei
in tempura.
Al di la delle tante ricette dolciarie che possono vederlo pro-
tagonista come bignè, profitteroles, crostate ai fichi e frutta
secca o con albicocche secche e pesche sciroppate o glassature
su cannoli, gran parte delle preferenze cadono sempre sui for-
maggi stagionati ed erborinati maturi.
“Conditio sine qua non” è assolutamente d’uopo l’abbinamen-
to con vini doci naturali, meglio ancora se liquorosi.
Il vent’aglio della scelta è molto ampio: va dai Moscati passiti
di Pantelleria alle Malvasie delle Lipari, dai Nasco di Cagliari
al Greco di bianco per includere i molti altri spettacolari ita-
lici come il Picolit, il Verduzzo di Cialla, il Torcolato di Bre-
ganze, i tanti marchigiani da Verdicchio, Malvasia, Moscato,
Sauvignon, Chardonnay e per estendere la lista gli internazio-
nali Sauternes, i Floc de Guascogne, i Pineau de Charentes i
Mac Vin del Jura, i Vins Jeaune e i Vins de Paille, i Malaga,
gli Sherry Olorosi e Cream e i Porto bianchi e…potrei conti-
nuare ancora o lasciare a voi il buon gusto e il buon senso da
Sommelier.
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Crostata di fichi e miele
(foto a lato)