Sommeliers Marche Magazine 55 - page 4

Editoriale del Direttore
_ Gualberto Compagnucci
VINO E SALUTE
Se ne son sempre sentite tante e
di più in merito all’argomento:
chi condanna il vino per il suo
contenuto alcolico seppur mo-
derato e chi ne tesse le lodi e le
virtù salutistiche. Fra i diversi
medici allievi sommelier nessu-
no lo ha mai demonizzato, a tal
punto infatti di aver frequentato
i nostri corsi e... vi dirò che alcu-
ni di questi ne fanno buon uso.
In scienza e coscienza non solo
i medici, ma noi stessi sappia-
mo che ogni bevanda alcolica va
presa con la giusta moderazione.
Pur essendo io diabetico nessun
medico e nutrizionista mi ha
mai negato mezzo calice di vino
a pasto. Sì, vero, questi magari
consigliano più il rosso che il
bianco per via del modesto con-
tenuto di resveratrolo, con pro-
prietà antiossidanti e che quindi
rallenta l’invecchiamento, ma
prima che questa molecola po-
lifenolica faccia veramente un
certo effetto dovremo ingozzare
litri e litri di vino quotidiana-
mente. Personalmente integro
poi il resveratrolo con giuste
quantità di cioccolato amaro,
mirtilli, more, ribes, fragole ed
altri frutti a bacca nera e rossa,
efficientissimi anche come aiuto
nei problemi oculari.
Sappiamo comunque che l’alcol
ingerito in quantità esose pro-
duce gravi effetti negativi psico-
somatici come eccessi di euforia
(ubriachezza), visione a tunnel,
ipertensione arteriosa, arrivan-
do anche a cirrosi epatica, non
che essere agente cancerogeno
e molto altro, ma... vediamo di
trovarne i tanti aspetti positivi.
Intanto il vino non è un super al-
colico e nelle giuste quantità crea
piacere edonistico e quindi dei
sensi, non che la condivisione
della convivialità, felicità e be-
nessere e, nei giusti abbinamen-
ti porta, come sappiamo, ad una
maggiore esaltazione dei cibi
amplificandone il godimento.
Certo è che in quest’ultimo caso,
fra cibo e vino devono esserci
assonanze o pur anche contrasti
per giungere al miglior equili-
brio e armonia, considerando
poi le rispettive famiglie aroma-
tiche, come recita l’amico collega
dott. Piergiorgio Angelini.
Secondo la letteratura scienti-
fica il vino, e ripeto, in giuste
quantità e consapevolezza,
apporta anche significativi
vantaggi alla nostra salu-
te. Lo dicono la Columbia
University e quella di Har-
vard, con studi effettuati su
2500 persone adulte, che il vino,
se non si superano le quantità
consigliate, aiuta nelle funzioni
cardiovascolari e dei reni, ridu-
ce il rischio di ictus da possibili
coaguli sanguigni e... quanto è
confermato anche da una ricerca
effettuata da altra nota universi-
tà Finlandese.
Sotto l’aspetto digestivo il vino
agisce già in bocca stimolando,
con la salivazione, la secrezione
di ptialina che predigerisce il
cibo trasformandolo in bolo, so-
prattutto con cibi ricchi di ami-
do come pane, paste e riso.
I polifenoli esercitano un’azione
protettiva della mucosa gastrica
e addirittura i tannini svolgono
un bel contrasto sulla formazio-
ne di alcune ulcere nello stoma-
co e sono anche anti colitici.
Altra buona funzione del vino
la si deve alle sue proprietà anti-
infettive. Secondo la prestigiosa
rivista “Annals of Internal Medi-
cine” un mezzo bicchiere di vino
rosso a pasto aiuta, anche per i
diabetici di tipo 2, a migliorare il
colesterolo e il cuore.
Ora, siccome da migliaia di anni
il buon vino fa parte del nostro
quotidiano e ci aiuta a vivere
con più piacere, non dobbiamo
imparare ad apprezzarne solo
le proprietà edonistiche, ma
all’interno dell’alimentazione, e
ormai la scienza lo considera ap-
punto anche un alimento, ad uti-
lizzarlo nel modo più corretto e,
ripeto, consapevole, per non dire
poi dei rischi di quando ci met-
tiamo alla guida dei nostri auto-
mezzi, dove oltre alla sicurezza
mette a rischio la nostra patente.
È il caso di dire “Alla salute!”,
con un moderato calice di buon
vino rosso o bianco, fermo, pas-
sito o spumante che sia.
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