CONCLUSIONI
Ci auguriamo che la Guida si sia arricchita permanentemente di
una sezione dedicata ai “vini da tartufo” delle Marche e che
continui la indispensabile collaborazione fra tutti i principali
attori che hanno sponsorizzato il progetto ai fini del bilancio
dell’importantissimo brand regionale: tartufi e vini. L’obiettivo si
può raggiungere solo con un lavoro corale e sotto l’alta egida
degli Assessorati all’agricoltura e al turismo della Regione
Marche. Deve coinvolgere: produttori di vino, rappresentati
dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini e Consorzio Tutela Vini
Piceni; raccoglitori/commercianti di tartufi, Istituti alberghieri,
dove si formano i cuochi e il personale di sala del futuro; risto-
ratori sensibili, che sono i protagonisti del turismo enogastrono-
mico, tenendo presente che chi viaggia pretende tartufi freschi,
ben cucinati e ben abbinati; enti organizzatori delle numerose
mostre mercato di tartufi marchigiani, affinché il tartufo fresco
torni ad essere il protagonista delle stesse. Infine l’Ais protago-
nista degli abbinamenti e delle proposte di vini da consigliare al
cliente.
L’esperienza piemontese, dove la mostra internazionale del tar-
tufo di Alba e gli eventi ad essa legati, originano un turismo
nazionale e internazionale di centinaia di migliaia di persone è
l’esempio più eclatante.
Ad Alba è stato rilevato che per ogni euro speso per comprare
i tartufi, i turisti ne spendono almeno altri 20 in ristorazione,
cultura, musei e per acquistare gli altri prodotti agroalimentari
di pregio, vini in primis.
Per raggiungere l’obiettivo è necessario che le Istituzioni si ado-
perino per:
1
. Creare una carta di qualità dei tartufi con la certificazione
del marchio QM “Tartufi delle Marche”.
2
. Creare delle strade dei tartufi, collegate agli ambiente natu-
rali (il tartufo bianco in particolare è una vera e propria sen-
tinella ecologica), ai beni culturali, agli altri prodotti agroali-
mentari, alla cucina, alla storia, alle tradizioni del territorio.
3
. Organizzare incontri per la formazione del personale di cuci-
na e di sala degli Istituti alberghieri e dei cuochi e dei came-
rieri che operano nei ristoranti specializzati nella cucina dei
tartufi.
4
. Sensibilizzare i ristoratori ad adottare un “codice etico” sul-
l’utilizzo del tartufo, sia in cucina che in sala e a proporre
vini in grado di creare abbinamenti armonici con le prepara-
zioni con il tartufo. Solo così potranno diventare punto di
riferimento dei turisti che cercano locali dove il tartufo fre-
sco sia trattato in maniera professionale, onesta e corretta.
A questo proposito si ritiene utile riportare un decalogo.
48