Editoriale del Direttore
_ Gualberto Compagnucci
Come è andata
la vendemmia 2011?
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Se lo chiediamo ai produttori
quasi tutti risponderebbero che è
stata una bella vendemmia. Sarà
vero? Io dico Ni! Perché Ni?
In nord Italia le cose possono
essere andate meglio vista l’ac-
qua che, anche se sporadica, è
caduta dal cielo durante il corso
dell’estate. Il centro e il sud han-
no invece subìto una bella siccità
con temperature elevatissime, a
volte superiori a quelle dei paesi
nord africani.
Ora, le piante, anche quelle au-
toregolanti come la vite, si com-
portano come gli esseri umani
quando patiscono grande calura
e mancanza di acqua.
L’acqua è la vita per tutti gli esse-
ri viventi. I nostri vigneti hanno
patito la sete sotto un sole cocen-
te; si chiama stress idrico. Io
stesso un giorno del mese di
luglio mi sono disidratato
rischiando di svenire.
Lo avrete saputo che si
è dovuto vendemmiare
quasi in tutto il territorio
marchigiano ed oltre con
circa quindici giorni di antici-
po per l’alto esubero di zuccheri.
Ciò significa che viceversa si
avrebbe una bassa acidità e que-
sto all’amico vino non fa bene.
Quindi, onde evitare che ciò ac-
cadesse si sono dovuti anticipare
i tempi della vendemmia, mica
di un giorno.
Poi, quando si è dovuto vendem-
miare le ultime uve rosse, al con-
trario si sarà operato in mezzo
alla guazza dei piovaschi autun-
nali. Però, non preoccupiamoci
troppo perché poi i giochi si fan-
no in cantina e oggi è possibile
far miracoli.
Sapete perché le
stagioni sono
sempre meno
regolari?
Non è soltanto il buco di ozono
alimentato dall’eccessiva produ-
zione di anidride carbonica, ma
l’orbita della terra intorno al sole
che da circolare diventa spesso el-
littica allontanando il pianeta di
circa 5 milioni di km dall’astro.
Ciò provoca quindi alternanze
di periodi di glaciazione nella
fase ellittica e di sglaciazione in
quelle circolare. A questo feno-
meno e da aggiungere lo sposta-
mento dell’asse terrestre e ancor
più dei poli magnetici che hanno
raggiunto circa il 15% e che stan-
no sciogliendo le nevi eterne ed i
ghiacciai delle calotte.
Nel nostro caso tutta l’Italia me-
ridionale ha un elevato rischio
di desertificazione. Se siete in-
formati in materia saprete anche
che la terra rischia il capovolgi-
mento dei poli e qui cari miei
sarebbero veramente mandorle
amare. Secondo la scienza que-
sto fenomeno si sarebbe verifica-
to già diverse volte dalla nascita
del nostro pianeta. Se dovesse
accadere di nuovo si fermerebbe
l’umanita e rimarremmo al buio
più completo per diversi mesi o
ancor più per qualche anno.
Quindi, niente energia elettrica,
niente televisione, niente telefoni
e cellulari, niente giornali, nien-
te riscaldamento, niente internet,
niente di niente. E il vino? Pigian-
do l’uva con i piedi o con i vecchi
torchi, qualcosa si potrà bere.