La città di Villa Nova de Gaya è facilmente rag-
giungibile da Oporto grazie al ponte Dom Louis I
che collega le due sponde. Il breve tratto lo si può
percorrere a piedi e ciò dà ai turisti la possibilità
di ammirare il paesaggio intorno che si rac-
conta da sé. All’uscita delle cantineci si può
concedere un momento di relax per assa-
porare a pieno il panorama al calar del sole
stando comodamente seduti in uno dei
caffè all’aperto e gustando un aperitivo...
perchè si sa, il vino è convivialità.
La vera punta di diamante è il Porto Vin-
tage, il più raro, il più costoso. Non tutti gli
anni viene dichiarato un Vintage come acca-
de per i grandi cru della Borgogna.
La conservazione delle bottiglie scure necessita
di accorgimenti al fine di proteggere il vino du-
rante il processo di maturazione. Secondo la tra-
dizione il Vintage viene servito da solo e come rac-
contato dai libri e dalla storia, aneddoto niente di
meno che affascinante, i decanter utilizzati per il
servizio hanno una particolare insolita forma ap-
puntita. Questo indica che durante il passaggio del
decanter in senso orario intorno ad una tavola im-
portante, il recipiente non avendo una stabile base
di appoggio, non può essere deposto fino a quando
il corposo opulento liquido all’interno non venga
terminato.
Questa è la storia del Porto, della sua città, delle sue
antiche tradizioni che i secoli non sembrano aver
scalfito. Il calore della gente di questa terra quasi
può essere paragonato alle sensazioni “pseudo ca-
loriche” che vengono sprigionate da un bicchiere di
vino Porto, perché ogni popolo è frutto della sto-
ria, della cultura dell’ambiente in cui vive. E come
scrisse il poeta Pessoa:
“Siediti al sole. Abdica e sii
re di te stesso”
...magari con un buon bicchiere di
vino Porto, aggiungerei.
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