CHIUDE LA PERLA
ENOLOGICA DELLE MARCHE
Sta chiudendo, ahimè, una delle
cantine più importanti dell’eno-
logia marchigiana. Non vi pre-
occupate, non sto parlando di
un’azienda famosa e tanto meno
di piccole aziende arrivate alla
vetta dell’enologia nazionale. Vi
parlo della Cantina Sperimenta-
le di Camerano!
Una cantina che non compare
in nessuna guida, che non riceve
mai premi e riconoscimenti, ma
per farvi capire la sua importan-
za vi dico che quattro dei verdic-
chi premiati dai “Tre bicchieri” di
quest’anno sono nati e sono stati
perfezionati in questa cantina.
Da oltre vent’anni la cantina è
impegnata nella ricerca e nella
selezione clonale e collabora con
Università, enti di ricerca, tecnici
del settore, impegnandosi spes-
so al fianco e per conto di cantine
marchigiane in progetti che nes-
suna potrebbe sostenere priva-
tamente, incrementando il loro
know how
tecnologico e facendo-
le rimanere all’avanguardia in un
mercato sempre più competitivo.
Da qui sono partiti i primi studi
sulla macerazione a freddo, sul-
la macerazione carbonica e sul-
la vinificazione in bianco di uve
rosse, fino ad arrivare oggi alla
tecnica di crioestrazione selettiva
sui nostri vitigni autoctoni.
Grande importanza nelle ricer-
che ha assunto l’individuazione
di cloni delle varietà più adatte
ai terreni e ai microclimi loca-
li e quindi anche alla caratteriz-
zazione delle aree vocate (si può
pensare di lasciare la selezione
dei cloni ai grossi vivai che ne
fanno solo una questione di mar-
keting?). Ma ancora più impor-
tante è l’ampliamento della base
ampelografica della regione con
il recupero di varietà “minori”;
basti pensare all’incrocio Bruni
54, alla Vernaccia Cerretana o al
prossimo vitigno in studio che a
breve sarà introdotto nel Catalo-
go Nazionale delle Varietà di Vite
e cioè la “Garofanata”, recuperata
in un vecchio vigneto nell’area di
Corinaldo. In questo momento le
ricerche si occupano di molti al-
tri vitigni e cloni; che fine fareb-
bero queste ricerche se si verifi-
casse veramente la sospensione?
Sì signori, sospensione. Di que-
sto si parla nel comunicato ed è
della durata di un anno, come se
le ricerche si potessero fermare
e riprendere a piacimento. Non
vorrei trovarmi qui tra un anno
a parlare della chiusura di una
struttura così importante.
Possiamo pensare che il fattore
decisivo della sospensione sia le-
gato alle difficoltà economiche del
momento, ma vogliamo ricordare
che c’è una fattiva collaborazione
con le aziende private che sosten-
gono tale iniziativa, commissio-
nando e pagando dei servizi.
Diciamo sempre che noi marchi-
giani siamo chiusi, gelosi, indivi-
dualisti, che non mostriamo cosa
facciamo, e questo forse il caso
della Cantina Sperimentale che
non diffonde il suo operato, ma
per una volta che c’è una struttu-
ra che unisce nella ricerca l’eno-
logia marchigiana intera... che
facciamo, la chiudiamo?!
Non mi sento di aggiungere al-
tro... Un’appassionato dell’enolo-
gia marchigiana!
L’Associazione Italiana Sommelier è la più importante asso-
ciazione che parla, scrive, discute e dibatte del vino in tutti
i suoi aspetti: dalla legislazione, alla viticultura, all’abbina-
mento, passando attraverso il nostro patrimonio gastro-
nomico. Ci spinge in questo percorso la passione, ma ab-
biamo anche noi bisogno, per tutte le nostre iniziative, di
un sostentamento economico, che troviamo maggiormen-
te nell’organizzazione delle serate didattiche senza le qua-
li non avremmo mai potuto realizzare la bellissima guida di
quest’anno e questa (lasciatemelo dire) splendida rivista.
La guida, curata da sommelier in grado di spiegare il vino a
chi si avvicina a questo meraviglioso mondo, è un bigliet-
to da visita con cui la Regione Marche si presenta alle va-
rie fiere e costituisce un valido strumento per la promozione
dei vini, ma più in generale dell’enogastronomia marchigia-
na. Siamo onorati dell’appoggio ricevuto dalla Regione Mar-
che per la sua realizzazione; crediamo tuttavia che il ruolo
dell’Associazione non si possa esaurire in questo. Personal-
mente considero il sommelier essenziale nella promozione
del territorio in Italia e all’estero, ma questa sua capacità e
competenza non viene sfruttata in pieno: una tale figura do-
vrebbe essere equiparata ad un “ambasciatore enogastro-
nomico” e in tal senso coinvolta in tutte le iniziative di mar-
keting territoriale. Auspico che queste mie considerazioni
possano essere accolte nell’ottica di una futura proficua col-
laborazione, allo scopo di presentare sempre meglio e con
maggiore professionalità la nostra variegata regione.
Contrariamente a ciò che avviene nell’enologia (basta guar-
dare al Vinitaly), nel campo dell’alogastronomia il discorso è
completamente rovesciato, come è avvenuto per la Bit di Mi-
lano dove i sommelier marchigiani hanno condotto le degu-
stazioni delle birre artigianali della nostra regione. Apecchio
è diventata, per un concatenarsi di circostanze favorevoli,
la città della birra; unica nelle Marche e in Italia per la con-
centrazione di birrifici artigianali e il volume di birre prodot-
te. Dietro la birra artigianale c’è un mondo e per scoprirlo il
nostro delegato del Montefeltro, Raffaele Papi, in una stret-
ta collaborazione con l’Associazione “Apecchio città della
birra”, ha organizzato il primo corso sulle birre artigianali a
marchio AIS, sfruttando la didattica che da quarant’anni ap-
plichiamo al vino con successo. È un corso pilota che viene
testato dall’AIS nazionale, da cui nasceranno i metodi e le
lezioni per esportare il corso in tutta Italia. Ringrazio Raffa-
ele e i suoi collaboratori artefici di questo successo.
Il Sommelier
e le Marche
del vino e
della birra
Editoriale del Presidente
_ Domenico Balducci
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