Sommeliers Magazine Marche n. 26 - page 11

In Europa la sua affermazione, soprattutto in cam-
po alimentare, si ha solo nel XVIII secolo, tanto che
divenne la fonte principale nell’alimentazione delle
classi umili. La lenta diffusione fu anche influenza-
ta dalla diffidenza che si aveva nei confronti di tutto
ciò che “cresce sottoterra” tanto da convincersi che
il suo consumo diffondeva la lebbra e la velenosità
di fiori e foglie, certo, non la aiutava. Casi d’intossi-
cazione, causati dall’esposizione prolungata dei tu-
beri alla luce (che ne fa sviluppare la “solanina”),
enfatizzarono le credenze popolari creando un ef-
fetto dissuasivo nel consumo della patata. Ancor-
ché fosse deciso che i “galeotti” dovessero alimen-
tarsi solo di patate, perché a buon prezzo, fu decisi-
vo per confinare il tubero nei cibi reietti!
Gli Spagnoli la conobbero per primi, in Perù, an-
che se non ne furono particolarmente attratti, atti-
rati di più dall’oro e dalle pietre preziose. Nel 1588
fu introdotta in Inghilterra senza però diffondersi
troppo, come invece avvenne nella vicina Irlanda.
In questa nazione entrò a far parte della dieta del-
le classi più povere (con i
cereali si pagavano i ca-
noni ai proprietari in-
glesi). Nel 1845, la pe-
ronospora colpì le pian-
te della patata causando la
più grande carestia irlande-
se, milioni di morti e il massiccio
esodo verso l’America del Nord.
Difforme la sua diffusione anche nelle al-
tre nazioni europee: in Francia nel 1666 era
presente in Alsazia e in seguito in Lorena, de-
scritta come cibo principale per i campagnoli. In
altre nazioni, Svezia, Svizzera e soprattutto Germa-
nia, la propagazione della patata fu più incisiva.
Antoine Augustin Parmantier, agronomo francese,
dopo un periodo di prigionia in Prussia, rientrato
in Francia, partecipò a un concorso indetto dall’Ac-
cademia di Besançon sulla ricerca di possibili sosti-
tuti al pane; redasse un trattato sul valore nutrizio-
nale del tubero che contribuì alla sua diffusione.
Come nel resto d’Europa, anche in Italia la patata
non fu subito ben accolta. Rimase confinata nelle
zone più impervie, dove non era possibile coltiva-
re cereali o altri prodotti di più apprezzata condi-
scendenza. Dalle aree più montuose, presto trovo
la sua collocazione tra le colture più diffuse, tant’è
che si svilupparono molti “nomignoli” dialettali
per indicarla:
patàne
in Abruzzo,
patana
in Cam-
pana, in Emilia Romagna
pomm da téra
, in Lom-
bardia
pomm de tèra
, in Piemonte
tartiful
, in Pu-
glia
a peten
!
Considerata da sempre il “cibo dei poveri”, è un
alimento perfetto, facile da coltivare, conservare e
mangiare. È inoltre una pianta medicinale contro
le nevralgie, utile per vari rimedi casalinghi per to-
gliere macchie, grasso, odore di sudore e persino
contro la nausea della gravidanza.
Solanum tuberosum
(illustrazione)
Consumo di patate nel
mondo, kg pro capite
(Fonte: FAOSTAT 2005)
Europa
87,8
Nord
America
60,2
Asia e
Oceania
23,9
Africa
13,9
Sud
America
20,7
11
1...,2,3,4,5,6,7,8,9,10 12,13,14,15,16,17,18,19,20,21,...40
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