Siamo il più grande produttore di pasta al mondo
di alta qualità e ne consumiamo circa 28 kg l’anno
a testa. Ne produciamo di tutti i tipi e formati fra
lunghe e corte, fra secche e fresche.
I maggiori produttori dell’alta qualità sono quelli
del meridione, fra Abruzzo, Molise, Campania,
Puglia e Sicilia, ma a questi si affiancano alcuni al-
tri piccoli marchigiani, umbri, liguri, toscani, emi-
liani, romagnoli e sardi; c’è poi la grande industria
che si distingue anch’essa rispetto ai competitori
internazionali. Insomma, se vogliamo un po’ tutto
lo stivale è coinvolto nella produzione di quello che
è diventato il più importante alimento al mondo.
Ma dove e come nasce la pasta? Dobbiamo andare
a ritroso di quasi 1400 anni e puntare l’attenzione
sulla Cina. Siamo fra il 600 e l’800 d.C. ed è sot-
to la dinastia Tang che nasce l’idea di utilizzare il
riso in modo diverso dal solito.
Nella città di Kaifeng qualcuno decise per caso o
per ragionamento di stracuocere il riso ed appiat-
tire l’impasto colloso lasciandolo un po asciugare
per poi tagliarlo a piccole striscie e poi rilessarle in
acqua brodosa. Con il tempo la tecnica si affinò e
l’impasto ancora umido veniva strizzato a mo di
sag a pòche attraverso dei panni bucati ottenendo
quindi dei sottilissimi spaghetti.
Noodles
dalla Cina alle tavole d’Italia
Gualberto Compagnucci
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