Sommeliers Magazine Marche n. 26 - page 15

B
ordeaux
La regione gode di uno dei climi più favorevoli vista
l’azione benefica della corrente del golfo. I grovigli
di acque e le anse formate dalla Garonna a sinistra
e dalla Dordogna a destra prima di confluire insie-
me dando origine all’estuario girondino creano un
perenne bacino idrico di rilevante importanza per
la fertilità dei terreni.
I vitigni rossi Cabernet Sauvignon e Franc, Mer-
lot, Malbec e Petite Verdot e bianchi Sauvignon,
Semillon e Muscadet sono fra i migliori al mondo
per la produzione di vini di altissima qualità.
Ancora i fattori orogenetici e geopedologici contri-
buiscono all’eccellenza. Gli elementi ci sono tutti e
l’esperienza è ai vertici. Quindi non c’è da meravi-
gliarsi che i risultati possano essere eclatanti.
C’è da dire però che i produttori di minore impor-
tanza, soprattutto nel Bordeaux, lamentano il fatto
che tutte le attenzioni dei
Courtier
siano sempre sta-
te più rivolte a i nomi blasonati delle maison rispetto
ad alcuni altri, più che tenere in considerazione la
reale qualità dei prodotti enologici. Chiamarsi Ro-
thschild quindi sembrerebbe dare un valore aggiun-
to al prodotto enologico. Non possiamo dare torto
a questi lamentatori se si prende quale esempi lo
Château Petrus prodotto nel Pomerol al quale, no-
nostante la sua grandezza, gli viene da sempre nega-
to il grado di Premiere Grand Cru al pari dei vicini
Château Ausonne e Château Cheval Blanc del Saint
Émilion. Anche questi due ultimi sono però rima-
sti per diversi anni all’ombra degli immortalati cru
del Medoc e della Grave, uniche zone ritenute degne
di considerazione per molti anni. Château Latour,
Château Lafite e Mouton Rothschild, recupera-
to alcuni anni fa come secondo Cru e riportato
a Premiere, Château Margaux, Château Haut
Brion e Château d’Yquem, tutti prodotti nel
versante sinistro fra Garonna e Gironda e fra
Medoc-Haut Medoc e Graves sono dal 1855 ai
vertici assoluti nella piramide dei Cru.
L’eccellenza non si discute ma a questi vanno
affiancati i Saint Emilion di cui sopra inclu-
dendovi l’ingiusto svalutato Château Petrus,
come ancora alcuni Pomerol. Secondo gli
enologi di tutto il mondo, quindi anche ita-
liani, questi sono i vini che tutti i tecnici vorreb-
bero emulare. Sono considerati infatti il non plus
ultra dell’equilibrio e dell’armonia totale: in breve,
la perfezione enologica, dove nessun elemento si
avvantaggia o prevale sull’altro ma tutti si fondono
in uno straordinario risultato di elegante ammal-
gama. Non si può discutere davanti all’evidenza;
basta stappare e degustare per esserne convinti,
con l’unico problema di dover dar fondo e prosciu-
gare la carta di credito.
Ma si può contenere il fattore economico godendo
ugualmente alla grande con diversi secondi Cru
come i fantastici Château Léoville Barton, Durfort,
Lascombes, Ducru Beaucaillou, Pichon Loungue-
ville, Cos d’Estornel ecc, e continuare la discesa
verso i terzi Cru con ad esmpio uno Château Kir-
van o Talbot. Sulle decine e decine di bei nomi si
può cogliere l’anima del Bordeaux perfino da quin-
ti Cru come uno Château Lync Bage, il Cantemerl
o un Dauzac, economicamente ben accessibili.
Come non si puòdare almenounaccenno ai più con-
siderati vini dolci liquorosi al mondo del Sauternes
con il suo strepitoso Premie Grand Cru Supérieur
Château d’Yquem, unico per finezza, eleganza, ar-
monia e quant’altro si voglia aggiungere come ag-
gettivo superlativo. Ma anche le stesse tipologie di
vini di Ceron e del Monbazillac meritano le dovute
attenzioni, come ancora i meravigliosi bianchi sec-
chi dell’Entre Deux Mers e della Côtes de Blaye.
C
hampagne
Il fascino per eccellenza del vino con le bollicine
che fece sudare non si sa quanti saii al povero Dom
Perignon. La regione che si distende fino alle Ar-
denne si concentra enologicamente nellaMontagne
de Reims, la Côte des Blancs, la Vallee de la Marne
ed ancora la Seine e l’Aube. I suoi due vitigni neri
Pinot Noire e Meunieur ed il bianco Chardonnay
sono fin dai tempi dell’abate Perignon ad oggi le
uniche uve protagoniste.
Conosciamo quindi storia e metodi di produzio-
ne che si prolungano da tre a cinque anni per le
riserve o millessimi. I Cru di Champagne 100%
sono determinati in tutte le zone dai villaggi di
produzione. La qualità di questi è assolutamente
indiscussa, con delle punte ancor più elevate quan-
do si parla di parcelle come i vigneti chiusi e quale
Alcune bottiglie di
Château Mouton Rothschild
e Château Petrus Pomerol
(foto sopra)
Bordeaux, Aquitania:
le vigne di Saint Émilion
(foto a lato)
Château Cheval Blanc
1...,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14 16,17,18,19,20,21,22,23,24,25,...40
Powered by FlippingBook