Sommeliers Magazine Marche n. 26 - page 10

Buona Salutare Patata
Tanti sono gli ortaggi che si usano per “vezzeggia-
re” persone o cose, ma come la patata, ce ne sono
pochi: “sacco di Patate”, “Patata bollente”, “Patati-
na” o “Patatone”, e che dire di “Spirito di Patata”,
utilizzato per indicare una battuta mal riuscita (il
distillato che si ottiene dalle patate è insipido)!
Menzionarla a “vanvera” è un luogo comune, però,
di fatto, la patata è molto più apprezzata di quanto
si possa pensare: chi non è mai andato in “brodo di
giuggiole” (giusto per restare in tema vegetativo) al
cospetto di una fragrante scodella di patate fritte o
non si è emozionato assaporando una patata lessa,
tanto banale quanto divina?
È un tubero stupendo, stuzzicante, ghiotto, salu-
bre, piacevole, che ha sfamato milioni di persone.
Certo non subito! Arrivata nella vecchia Europa, fu
accolta con molta “titubanza”.
Originaria dell’America meridionale, nei territo-
ri compresi tra Perù e Cile, da dove i conquistatori
spagnoli, alla fine del 1500, la portarono alla corte
di Madrid, presentandola come il “tartufo ameri-
cano”. La coltivazione, nelle zone elevate delle An-
de, risale al II millennio a.C.: la patata era essic-
cata e costituiva una riserva alimentare di scor-
ta. L’essiccazione era proceduta da un’esposizione
ai geli notturni, e seguita da prolungati lavaggi e
“sbiancature” che permetteva l’estrazione delle so-
stanze tossiche.
Stefano Isidori
Delegato AIS Fermo
e Porto San Giorgio
L’
Oro
dei
Poveri
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