Sommeliers Magazine Marche n. 33 - page 4

Editoriale del Direttore
_ Gualberto Compagnucci
ASSURDO E RIDICOLO:
IL CASO LUCARELLI-CLICQUOT
Si, un fatto del genere è proprio
assurdo e ridicolo. Mi riferisco
all’episodio dell’Azienda vinicola
Lucarelli di Cartoceto, accusata
dalla famosa maison de Cham-
pagne Veuve Clicquot Ponsardin
di aver copiato la propria etichet-
ta con il loro spumante Esther. Su
quella dei Lucarelli, che tra l’altro
è un metodo Martinotti, non c’è
scritto Champagne e nulla, asso-
lutamente nulla che sia riportato
in quella della Clicquot, tanto-
meno marchi, simboli e nomi-
gnoli che possa riguardarla; bot-
tiglia, capsula, bollino e quant’al-
tro sono completamente diversi.
Pensate, l’accusa è quella del co-
lore arancio dell’etichetta, un’a-
rancio anche questo diverso.
Ma siamo pazzi! Adesso si bre-
vettano anche i colori? Sapete
cosa hanno sostenuto i signori
di Reims? Che il colore potrebbe
ingannare le popolazioni anal-
fabete dei paesi africani, orien-
tali e delle favelas brasiliane,
che non sapendo leggere con
l’etichetta arancione possono
confondere lo spumante dei
Lucarelli con lo Champagne
della vedova. Mai sentita
prima d’ora una baggia-
nata del genere.
Ma come, a noi italiani
copiano e clonano inte-
gralmente nomi presti-
giosi super protetti co-
me il Parmigiano Reg-
giano, il Prosciutto di
Langhirano e di San Daniele, il
Barolo, la mozzarella di bufala
campana e tant’altro ancora e…
l’Unione Europea non fa niente e
“la vedova” a questi onesti, bravi
signori viene a rompere le scatole
per il colore? Poveri noi! Intanto
la Clicquot produce sette milioni
di bottiglie del suo famoso vino e
i Lucarelli forse qualche pochis-
sime migliaia da contare sulle di-
ta di una mano e no so se arriva-
no a portarne un po’ in qualche
paese “alfabetizzato” ma sicura-
mente neanche l’ombra in quelli
della selva amazzonica e dell’A-
frica equatoriale.
Poi non posso credere che qual-
che analfabeta possa essere così
scemo da confondersi eventual-
mente in tal modo, se non altro
per la non esigua differenza di
prezzo. E quindi credo ancora
che un pigmeo del Gabon e un
pescatore del Mecong non ap-
partengano a quella categoria
umana abbiente che possa per-
mettersi di comprare Champa-
gne. Che ne dite voi?
Va bene che le vendite delle pre-
stigiose bollicine francesi nel
mondo sono alquanto calate e
una sola denominazione italiana
come il Prosecco li ha già frega-
ti ma... ora che fanno, per non
perdere mercato si arrampicano
addirittura sugli specchì? Non
sarebbe meglio invece che rive-
dano il proprio listino prezzi?
I produttori di Sauternes stan-
no passando dai dolci natura-
li ai vini bianchi secchi perché
sono entrati anche loro in crisi
commerciale, come del resto
moltissime altre appellations
dei vari dipartimenti francesi.
Sì, lo sappiamo bene: in Italia
siamo in tempi di crisi ma
certamente diversi altri in
Europa non guazzano più
nell’oro. Che sia finito per
questi signori il tempo
della “grand heure”?
In questo caso l’insensa-
to ossimoro “il naufra-
gar m’è dolce”... avreb-
be un senso.
L’AIS Marche si stringe
con dolore alla famiglia
Vitale per la scomparsa
del collega e relatore Ser-
gio, tra i primissimi iscritti
al nostro sodalizio regio-
nale già dal 1973.
Ciao Sergio!
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