Sommeliers Magazine Marche n. 34 - page 4

Editoriale del Direttore
_ Gualberto Compagnucci
SULPHITES?
NO TANKS!
Diversi paesi del mondo con Stati
Uniti d’America e Canada in pri-
ma fila esigono che nelle etichette
dei vini debba apparire la scritta
“contain sulphites”
.
Gli stessi paesi anglosassoni con
gli USA sempre in testa aggiun-
gono un
“Warning”
alle donne
incinte, segnalando il potenziale
pericolo di questa sostanza, oltre
ovviamente al contenuto alco-
lico. Pur vero è che molti tecni-
ci ritengano indispensabile l’uso
della solfitazione non solo nel vi-
gneto ma come aggiunta al vino
per proteggere e prolungarne la
vita, estrarre colore, evitare rifer-
mentazioni ed altro.
Su fronti opposti si predica la
dottrina del biologico: certo, il
biologico totale che dovrebbe
partire dal vigneto ma anche dal
trattamento dei terreni.
Le uve quindi per far si che si fac-
ciano vino come lo intendiamo
oggi, hanno purtroppo bisogno
di alcuni interventi di carattere
chimico controllati e regolamen-
tati dal legislatore, sopratutto per
prevenire e combattere attacchi
parassitari in vigna, batterici e
ossidativi nel vino. Nuove espe-
rienze però ci portano a credere
che sia possibile limitarne l’uso
nella fase di vinificazione e addi-
rittura eliminarla; in breve, per
alcuni tecnici basterebbe quella
presente nelle uve.
Fra gli enologi sostenitori di que-
sta dottrina c’è il dottor Giancar-
lo Soverchia che di recente ha re-
alizzato una versione di vino da
tavola del noto
“Julius”
di Silva-
no Strologo senza solfiti aggiunti
e ha voluto che la dicitura venisse
impressa ben in vista in etichetta.
Lo abbiamo testato e trovato
molto ben fatto. Ora, non aven-
do uno storico perché si tratta
del primo esperimento per que-
sta azienda non sappiamo quan-
to lunga potrà essere la sua vita,
ma trattandosi di un vino base
e di pronta beva, non destinato
all’invecchiamento, il problema è
alquanto relativo.
È molto interessante invece per
chì non ama dar confidenza alla
chimica e preferisce quindi man-
tenerne le distanze, consideran-
do anche i casi di molte persone
allergiche a questa sostanza.
Ripeto ancora che tali vini posso-
no essere consumati conmaggior
tranquillità dalle donne in dolce
attesa e sempre nelle quantità
scientificamente previste e consi-
gliate dal medico.
Sotto l’aspetto organolettico non
abbiamo notato molta differenza
rispetto al fratello Rosso Conero
denominato sempre “Julius”, ma
si è mostrato con desinenze odo-
rigene, come dire... naturalmente
più franche e ricche di frutto, so-
pratutto della tipica amarena che
contradistingue il vitigno monte-
pulciano e con tannini equilibrati.
A livello di abbinamenti è asso-
lutamente perfetto sulle paste al
pomodoro e raguttate, sulle car-
ni grasse per via della gradevole
freschezza come maiale e agnello
ed ottimo sui formaggi semi sta-
gionati e, a vostra discrezione, a
molto di più.
No sulphites? Yes please!
Silvano e Catia Strologo
con lo “Julius” senza solfiti
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