Sommeliers Magazine Marche n. 37 - page 36

La cantina e le vigne
dell’azienda vinicola
Valle Reale, Popoli
Agli inizi di giugno ho avuto il piacere di recar-
mi nel cuore dell’Abruzzo, per conoscere una real-
tà vitivinicola emergente ed ambiziosa, il cui tito-
lare è un veneto che si è innamorato di queste ter-
re e del verde dei parchi dell’Abruzzo, decidendo di
dare un seguito ad una eredità di appena un ettaro
di vigneto. Sto parlando dell’azienda vinicola Valle
Reale, nata nel 2000, e situata a Popoli, in provincia
di Pescara (anche se in realtà siamo già a due passi
dalla provincia de L’Aquila). In una bella giornata
di sole, il verde rigoglioso del parco nel quale è si-
tuata questa cantina, fa si che, per un attimo, sem-
bri quasi di essere in Trentino.
Ci troviamo all’interno di un’area protetta di par-
chi, in cui ci sono rigorose leggi antinquinamento
e costanti controlli sulle falde acquifere, data anche
la presenza della “Gran Guizza”, azienda che im-
bottiglia acqua minerale.
I 49 ettari vitati complessivi dell’Azienda (12 a
Trebbiano ed il resto a Montepulciano) sono situa-
ti ad un’altezza che varia tra i 400 e i 500 metri slm.
Uno di questi 49 ettari si trova a Capestrano (nota
più per motivi artistici che enoici) ed è destinata al-
la produzione del Trebbiano più importante: il “Vi-
gna di Capestrano“, premiato anche dal Gambero
Rosso nel 2012. I terreni sono minerali, sassosi e
drenanti, tipici di montagna (ben diversi da quelli
argillosi, delle zone prossime al mare). La cantina
è sita tra il Gran Sasso e la Maiella, in una zona di
montagna. Mentre sulla costa le temperature not-
turne sono piuttosto miti, nelle zona di montagna,
come questa, non arriva la brezza tiepida costiera e
quindi anche in estate si hanno sbalzi termici forti
e temperature notturne piuttosto basse.
Ciò comporta una maturazione più lenta e quin-
di vendemmie tardive, che si effettuano tranquil-
lamente anche a fine ottobre/inizio novembre, con
il rischio della neve e della possibilità di marciu-
mi. Le difficoltà produttive, legate a questa zona
dell’Abruzzo, si deducono facilmente anche dal-
la numerica delle aziende presenti: infatti vi sono
solo 5 cantine in questa zona (Gentile, Presidium,
Cataldi, Pietrantonj e, per l’appunto, Valle Reale),
rispetto alle circa 480 della zona costiera. Fare vi-
no in montagna è sicuramente molto difficile, ma
si può ottenere un prodotto unico per profumi ed
aromi. Generalmente si ha la tendenza ad avere vi-
ni poco strutturati, delicati, acidi, minerali, equili-
brati ed abbastanza eleganti.
L’acidità, in particolare, permette anche di mante-
nere il prodotto nel tempo. Guyot e tendone sono
i sistemi di allevamento impiegati. L’enologo della
cantina è Emanuel Merlo, che segue le direttive del
consulente enologico Carlo Ferrini.
I vini sono tutti biologici certificati, ottenuti, dal
2007, con la fermentazione spontanea, poi che i vi-
gneti sono situati in una zona che presenta una ve-
getazione particolarmente variegata e, di conse-
guenza, ricca di lieviti in grado di trasferire al vino
profumi speciali. La capacità produttiva oscilla tra
le 150 mila e le 300 mila bottiglie annue, a secon-
da delle annate.
Montepulciano, Cerasuolo e Trebbiano sono le 3
tipologie di prodotti realizzati dall’Azienda Valle
Reale, da cui si arrivano ad avere 10 vini diversi: 3
base e 7 cru. Per le linee cru si utilizzano uve sele-
zionate provenienti da un vigneto specifico. I Treb-
biani della linea superiore sono due: “Vigneto di
Popoli” e “Vigneto di Capestrano”, entrambi non
filtrati e, quindi, leggermente torbidi. I rossi della
linea cru sono tre: due fanno affinamento in ton-
neau (barrique di legno da 500 litri) di terzo pas-
saggio ed uno in acciaio. Il “San Calisto” è il pro-
dotto di punta, con i suoi 24 mesi di legno e 8 di
bottiglia. I cerasuoli, oltre quello della linea base,
sono due: “I gemelli”. Ottenuti dalla stessa parcel-
la, hanno una singolare peculiarità: uno è ricavato
da uve raccolte alle 4 del mattino,“il notte”, mentre
l’altro in tarda mattinata, “il giorno”. Poche ore di
macerazione prima della fermentazione, et voilà...
due prodotti figli della stessa madre, ma molto di-
versi tra loro. La vendemmia è manuale e va da set-
tembre a fine ottobre. Gli unici prodotti usati so-
no rame e zolfo per la peronospora, oltre ad alcuni
prodotti biodinamici. Chi è abituato a vini di gran
corpo o di struttura importante, qui rimarrà spiaz-
zato: tanti profumi, eleganti e raffinati, ma vini che
potremmo definire in linea con la tendenza attuale
di mercato: poco alcolici e abbastanza leggeri.
Estremamente graditi dal pubblico femminile e
nei paesi nordeuropei (dove, per l’appunto, la pre-
senza dell’azienda è commercialmente più forte).
Comunque vini da provare.
IN CASA VALLE REALE
ESSENZE D’ABRUZZO
Raffaello De Crescenzo
sommelier
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