“Embehhh... disse l’agnello al lupo.. perché mi guar-
di con tutta quell’acquolina in bocca?”
“Perché sei buono, potrebbe rispondere il lupo se do-
tato dell’uso della parola!”
Agnelli, pecore, montoni e mufloni... sono gli ani-
mali più docili che l’uomo abbia mai incontrato.
Ecco perché sono stati i primi che la specie uma-
na ha potuto assecondare e così allevarli con tutta
tranquillità e sfruttarli per diversi utilizzi.
I più mansueti, i più tranquilli, i più condizionabili
nelle abitudini, vivono in branchi anche numerosi
e sono gregari: gli ovini hanno accompagnato la
vita e l’evoluzione dell’uomo da millenni. L’indo-
le mite e l’adattamento anche in luoghi stepposi o
sabbiosi sono altrettanti motivi che fanno capire il
perché l’uomo li abbia domati.
L’addomesticamento avvenne probabilmente in
epoca preistorica, nell’età del Bronzo, alcune tesi
sostengono che la pecora domestica derivi dalle
selvatiche argali, uriali e mufloni.
Gli ovini sono mammiferi appartenenti al genere
“Ovis” che comprendono sette specie, dalla peco-
ra domestica (ovis aries, che conosciamo) all’urial
(ovis vignei) diffuso in Turchia e in India, dall’ar-
gal (ovis ammon) che prolifera in Asia, al muflone
(ovis musimon) che vive in Corsica e Sardegna.
Con pecora (latino pecus “bestiame di piccolo ta-
glio”) s’intende la femmina, mentre il maschio è
chiamato montone o ariete, i piccoli sono identifi-
cati come agnelli fino a un anno d’età.
La Sardegna occupa la prima piazza nell’alleva-
mento degli ovini, ma anche l’Abruzzo, il Molise
e un po’ tutta la parte meridionale dell’Italia han-
no una rilevante produzione di carne, formaggio e
lana. Nel corso del tempo, incroci e selezioni, han-
no portato ad avere razze che emergono per la qua-
lità della carne piuttosto che della lana o del latte.
In Francia e Gran Bretagna le locali razze hanno
raggiunto il massimo nella produzione di carne,
così come in Italia, diverse razze sono state orien-
tate alla produzione di latte per i formaggi.
L’allevamento degli ovini si sviluppa all’aperto, ra-
ramente in stalla, per lo più in forma stanziale o
allevate allo stato brado, comune nelle zone semia-
ride o nelle regioni montuose.
La frugalità e la piccola taglia permettono a questi
animali di spostarsi facilmente e accontentarsi di
pascoli magri e luoghi scoscesi. Una delle razze do-
mestiche più diffuse in tutto il mondo è la merino
che fornisce una pregevole lana, però a noi interes-
sano di più quelle razze che sono state migliorate
per la produzione della carne: in Italia troviamo
Stefano Isidori
Pierpaolo Piermarini
AGNELLI, PECORE, MONTONI E MUFLONI
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