Sommeliers Magazine Marche n. 37 - page 31

TERROIR MARCHE 2015
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Nel maggio 2013 cinque produttori regionali di
vino con certificazione biologica (il primo Aurora
di Offida dal 1979, Fiorano di Cossignano, La Di-
stesa e La Marca di San Michele di Cupramontana,
Pievalta di Maiolati Spontini) si sono consorziati
denominandosi “Terroir Marche” Due anni dopo i
biovignaioli hanno ottenuto molti riconoscimenti
assoluti (Gambero Rosso, Espresso, Slow Food) e
hanno più che raddoppiato i soci: si sono aggiunti
Collestefano di Castelraimondo, La Valle del Sole
e Paolini e Stanford Winery di Offida, Pantaleone
di Ascoli Piceno, Valturio di Macerata Feltria e Vi-
gneti Vallorani di Colli del Tronto.
È un movimento in forte crescita. Le 11 aziende
concepiscono il vigneto come sistema ecologico di
una pluralità di specie, rifiutano additivi chimici
e preferiscono lieviti naturali, hanno cantine mo-
derne e sostenibili, alcune abbinano curati agritu-
rismi e altre produzioni biodinamiche, complessi-
vamente gestiscono oggi 119 ettari di vigneto con
26 soci-lavoratori e 20 dipendenti-lavoratori, pro-
ducendo 473 mila bottiglie di buon vino. Tutte col-
tivano l’ambizioso obiettivo di aiutarsi e aiutarci a
realizzare e consumare un liquido odoroso pulito
e giusto: produrre in prima persona, dai filari alla
bottiglia, vini che abbiano un legame assoluto con
il territorio di provenienza, una viticoltura biologi-
ca ed etica, in cui la difesa del territorio e dei beni
comuni e la diffusione di colture e culture sosteni-
bili vadano di pari passo con la produzione di eti-
chette d’eccellenza. Collaborano per promuovere
reti d’imprese rispettose del territorio, per diffon-
dere cultura critica del vino, per organizzare fiere
ed eventi.
Nel maggio 2015 ho partecipato alla prima edi-
zione di Terroir Marche ad Ascoli, nella splendida
cornice di Palazzo dei Capitani a Piazza del Popolo
e ho trovato allegria e competenza, molti somme-
liers professionali, cinque raffinati laboratori di
qualità, degustazioni eccellenti degli oltre 70 vini
biologici prodotti dalle cantine del consorzio.
Calice in mano, con un ticket d’ingresso di 8 euro
i visitatori hanno potuto gustare liberamente Pe-
corino e Passerina, Verdicchio dei Castelli di Jesi
e di Matelica, Sangiovese, Montepulciano, Rosso
Piceno e tutti gli altri vini tipici regionali insieme
ad alcune etichette dal profilo internazionale che
hanno trovato una casa adatta nelle Marche. Ov-
viamente ci sarebbe molto da approfondire e di-
scutere sull’uso appropriato dei termini “naturale”
e “naturalità”: da qualche migliaio di anni gli esseri
umani coltivano e allevano, arte-facendo gli ecosi-
stemi, artificializzando cicli e specie, nessun luogo
“naturale” è vivibile senza considerare un’invaden-
te pervasiva presenza umana.
È comunque importante co-evolvere con il conte-
sto ambientale, essere più attenti a equilibri e dina-
miche di tutte le altre specie e meno inquinanti. E,
ovviamente, è utile mantenere spirito critico verso
ogni certificazione, accettare e sollecitare controlli
(non solo dei consumatori). Vale per le denomina-
zioni di origine, vale per il biologico.
Fatto sta che Terroir Marche oggi arricchisce il
mondo vitivinicolo marchigiano, impone una sfi-
da di qualità agli altri produttori, ai degustatori,
agli assetati. Il “nostro” mondo ha un gran bisogno
di ricerca, di quel legame profondo con il territo-
rio che sempre più contrassegna l’eccellenza dei
bianchi e dei rossi delle colline dall’Appennino
all’Adriatico va nella stessa direzione il progetto di
nuova sede del museo internazionale dell’etichet-
ta, di orto e di enoteca a Cupramontana, uno dei
primi comuni a mappare i vigneti in modo colto
e consapevole come sempre più dovrebbero fare le
“città del vino” Insomma c’è grande attesa per la
seconda edizione di Terroir Marche nella primave-
ra 2016: nuovi produttori e nuove vigne si stanno
aggiungendo, cresce una coscienziosa cultura dei
consumatori, s’evidenzia un notevole fermento di
iniziative e sensibilità intorno alla qualità degli
ecosistemi vitivinicoli, troveremo qualcosa di nuo-
vo da odorare e gustare insieme, sempre con pen-
siero critico e ironico.
Valerio Calzolaio
Terroir Marche in fiera
presso il Palazzo dei
Capitani ad Ascoli
IL CONSORZIO DEL VINO BIOLOGICO
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