Editoriale del Direttore
_ Gualberto Compagnucci
E LA CASSANDRA CANTA
ANCHE TRA I VIGNETI
Era figlia di Priamo e predisse,
mai creduta, la tragica fine di Tro-
ia. Che la Cassandra abbia ripre-
so a cantare ce ne stiamo accor-
gendo solo ora, ma conoscendo
i fatti e prendendone seriamente
atto forse siamo ancora in tempo
a rimediare. Il mondo è cambia-
to per colpa dell’uomo e conti-
nuerà a farlo inesorabilmente se
non poniamo uno stop alle no-
stre nefandezze. Nel 2015, a fine
dicembre, in Texas si sono sca-
tenati sette super tornado, cosa
che generalmente accade in ben
altre stagioni. In Mexico, sempre
a dicembre, è nevicato, mentre a
New York hanno fatto il bagno a
Long Island e in Polonia e Ger-
mania nel Baltico come fossero in
estate a Riccione. In Inghilterra
sembrava essere tornato il diluvio
universale. Metropoli soffocate
dallo smog, ciliegi che fioriscono
a Natale in Germania e da noi le
mimose. Due quinti dei ghiacciai
islandesi sono scomparsi e l’algi-
da Reykjavik zeppa di turisti co-
me non mai è diventata una città
della movida. Con ancora mezzo
grado di temperatura in più gli
scienziati prevedono di poter col-
tivare l’orzo nel sud della Groen-
landia. Ma c’è di più e… riguarda
il nostro settore: gli inglesi stanno
ripiantando le vigne tra i cavoli
neri come facevano i conquistato-
ri romani. I danesi hanno messo a
dimora vigneti con culture ad al-
berello come in sud Italia e… non
basta: si sale ancora più su, fino
in Svezia tra i vigneti di Malmö
e Stoccolma e ancora oltre… in
Finlandia a 400 km dal circolo
polare artico, con una temperatu-
ra invernale che scende fino a -36
gradi e le vigne quivi piantate di
gewürztraminer crescono come
in Alsazia; non a caso la tempe-
ratura del Baltico si è alzata negli
ultimi anni di 4/5 gradi e media
sul clima. I Cinesi producono vi-
no in Manciuria dove prima in
agosto non pioveva mai e in in-
verno la temperatura scendeva
a -30 gradi (cose viste con i miei
occhi e…giuro di non aver bevu-
to). In Argentina si è giunti oltre
i territori viticoli più meridionali
di Neuquén e del Rio Negro, nel
cuore della Patagonia. Gli austra-
liani stanno spingendo la viticul-
tura fin nel profondo sud della
Tasmania notoriamente investita
dalla coda delle correnti antarti-
che e in Nuova Zelanda nell’ Ota-
go che sono i vigneti più a sud del
mondo distanti appena 2400 km
dall’ Antartide contro i 4200 Km
dell’Italia settentrionale nei con-
fronti del primo perimetro del
polo nord. Intorno a Sidney inve-
ce la vite rischia di scomparire per
la desertificazione e lo stesso ri-
schio lo corrono anche in Spagna
e in Sicilia. Ma…è normale tutto
questo? O dobbiamo prendere
seriamente atto che l’umanità ha
fatto impazzire il pianeta? Credo
si dovrà rivedere al più presto la
geografia viticola mondiale e co-
me già annunciato dagli esperti
organizzarsi a riclonare diversi
vitigni autoctoni mediterranei,
per non dire probabilmente ibri-
dare; senza escludere che quelli
come il verdicchio e il trebbiano
possano essere piantati nella Bri-
tish Columbia canadese insieme
al vidal e al riesling per produrre
Ice Wine. Il freddo diventa caldo
e il caldo diventa freddo. Questo
potrebbe essere il futuro scenario:
anzi il sipario si è già aperto, fer-
mo restando che il problema più
importante, più della vite, dovrà
affrontarlo l’umanità. E speriamo
che la Cassandra smetta di canta-
re, o meglio… fare subito qualco-
sa per chiudergli la bocca.
Errata corrige: in riferimento al numero di dicembre 2015, nell’articolo
“Onnivori, Carnivori, Vegetariani e Vegani” risulta un refuso alla voce
‘sale iodato’. La correzione è: “consigliato nella gravidanza”.
Vigneti di Gewürztraminer
in Finlandia
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