Sommeliers Magazine Marche n. 38 - page 5

Credo che capiti anche a voi di
aprire la casella di posta e veder-
la intasata di mail, spam, pub-
blicità e newsletter di aziende di
cui non conoscevate l’esistenza
e che solitamente vengono im-
mediatamente cestinate senza
nemmeno essere aperte.
Però, maledetto il programma
che ti da l’anteprima, mi va l’oc-
chio su “Offida Rosso DOC ab-
binato con i profumi di peco-
rino e funghi porcini”. Cestino
immediatamente e passo in ri-
vista delle oltre cento mail, ri-
spondo, cestino , scrivo... ma, mi
rimane in memoria quel titolo...
Va bene, penso, magari è un
piatto di carne con pecorino e
funghi, oppure l’abbinamento e
curato dal produttore che spose-
rebbe il rosso anche alle ostriche
se il mercato rispondesse posi-
tivamente; avete presente quel-
le retro etichette “abbinabile a
tutto pasto” o “abbinabile a car-
ne bianca, rossa, con salsa o alla
griglia o anche cruda”!?
Comunque sono convinto e si-
curo che un errore del genere
non può averlo fatto un Somme-
lier AIS e con questa convinzio-
ne chiudo tutto e vado al lavoro.
Lo riconosco io per primo, sono
troppo pignolo, e so benissimo
che appena possibile andrò a
cercare quell’articolo pubblici-
tario o cosa sia non so, per to-
gliermi tutti i dubbi (chi l’ha
detto che la curiosità è donna?).
Così è stato: ho trovato un tor-
tino di riso con una vellutata di
funghi abbinato ad un Offida
Rosso DOC; tremo!
Sicuramente ci sarà della carne
all’interno, del ragù, una salsic-
cia, della pancetta, un qualsiasi
appiglio che giustifichi la scelta
di questa ricetta (
ad hoc
tra l’al-
tro come cita lo scritto).
Macché: persino il brodo di cot-
tura è vegetale, allora cerco l’au-
tore, magari è il solito cuoco che
non conosce il vino: accidenti!
Non me ne va bene una... si trat-
ta di un sommelier AIS! Addi-
rittura dell’AIS Marche!
Ne prendo atto, non siamo stati
capaci di formare un sommelier
pensante e in grado di ragionare
sulle proprie affermazioni, quin-
di
mea culpa
, dei miei delegati e
relatori con la piccola riflessio-
ne e scusante che per scrivere e
impartire lezioni si dovrebbe-
ro fare ulteriori esami e alcune
volte ci vorrebbe dell’autocriti-
ca e domandarsi se si è in gra-
do di farlo.
Anche fuori regione la situazio-
ne non cambia e gli abbinamen-
ti cibo-vino non vengono presi
in considerazione. Milano, ri-
storante moderno, minimali-
sta, con
nuances
siciliane d’e-
poca (cuoco siciliano famoso),
siamo tutti colleghi Sommelier,
conviviale rilassata dopo una
lunga giornata, aperitivo con un
Metodo Classico siciliano, for-
se non eccelso ma giusto e ben
scelto nella cornice della serata.
Andiamo a tavola, piatti sicilia-
ni, di pesce, bene, anche una di-
screta qualità ed esecuzione (poi
il pignolo che c’è in me direbbe
altro). Si avvicina il cameriere al
tavolo e chiede: bianco o rosso?
Bianco o rosso!?
Bianco o rosso me lo aspetto in
una trattoria, chiesto dall’oste
prima ancora di ordinare le pie-
tanze, sicuramente non me lo
aspetto in un locale del genere!
Dopo varie peripezie (il came-
riere copriva benissimo l’eti-
chetta del vino) riusciamo a ca-
pire che ci stava offrendo dei
vini siciliani dell’Etna, anche se
non faccio in tempo a decifrare
la cantina. E così mentre un al-
tro probante cameriere in giac-
ca e cravatta cerca di aprire una
bottiglia di vino come un gio-
coliere da circo (ci mancava che
mettesse la bottiglia tra le gam-
be) mi domando se anziché i sei
cuochi e due pasticceri si fos-
se scelto un sommelier (certo
non come quello di prima) in
grado di consigliare e di aprire
una bottiglia di vino con la clas-
se che ciò richiede, forse il servi-
zio e il giudizio del locale sareb-
be stato ben differente.
Potrebbe andar bene anche un
cuoco-sommelier; nel caso mi
offro per un esperienza siculo-
milanese.
ABBINAMENTI: NON BASTA
UN PEZZO DI CARTA!
Editoriale del Presidente
_ Domenico Balducci
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