Contese sanguinose e scorribande di predoni, conflit-
ti armati tra potenze belligeranti durante periodi storici
segnati da unioni dinastiche giovevoli, precetti di fede e
condizioni igieniche dettate dagli eventi hanno generato
il métissage culturale che ha condizionato, unitamente a
singolarità territoriali e pedoclimatiche, le differenti abitu-
dini alimentari di ogni regione del pianeta. Ondate migra-
torie di popoli intrecciatisi fra loro in una ragnatela assai
complessa hanno contraddistinto, in virtù degli accadi-
menti o dell’effervescenza culturale e religiosa, la storia
caleidoscopica della gastronomia mondiale, marcando i
contorni delle diverse filosofie culinarie divenute nel tem-
po patrimonio della tradizione in ogni nazione.
La Penisola Iberica, crocevia di sapori fra il Nuovo e l’An-
tico Continente e non di meno fra l’emisfero nord e sud
del globo terracqueo, contribuì alla diffusione di molti
alimenti ad oggi presenti sulle tavole del nostro desinare
quotidiano. Ancor prima che le caravelle delle due Co-
rone Reali più potenti del Rinascimento salpassero per
mete lontanissime e sconosciute oltrepassando le Co-
lonne d’Ercole, gli antichi Celti, Fenici, Greci, Romani e
poi Arabi stiparono nelle cambuse delle loro agili imbar-
cazioni le derrate alimentari, necessarie per il sostenta-
mento ma anche per realizzare lucrosi profitti dalla loro
commercializzazione.
Con il medesimo intento gli Ispanici e i Lusitani diffuse-
ro fauna e flora commestibili in Europa e in Africa oltre
che nella gran parte delle Americhe. Nel Bacino del Me-
diterraneo furono i Fenici e i Greci a diffondere per primi
le piante dell’ulivo e della vite, nonché la tecnica di con-
servazione delle carni con l’ausilio dei cristalli di sale e,
sembrerebbe, anche l’elaborazione del condimento a base
di sale e interiora di pesci, il garum, che i Romani fecero
conoscere in ogni angolo dell’Impero insieme alle nuove
tecniche viticole utilizzate per impiantare nuovi vitigni
lungo la risalita dei fiumi nei territori conquistati.
Favorito dall’unità politica, economica e culturale dell’Im-
pero Romano iniziò ad affermarsi rapidamente il Cristia-
nesimo, nato in seno al Giudaismo da cui si separò nel I
secolo e divenne dopo trecento anni di persecuzioni ai cri-
stiani la
religio licita
con l’editto di Costantino nel 313, so-
stituendo definitivamente il paganesimo. Il Cristianesimo
nacque duemila anni fa diffondendosi dal Vicino Oriente
a tutti i maggiori porti del Mediterraneo, giunto in Oc-
cidente soprattutto per merito di Paolo di Tarso che fece
grande opera di evangelizzazione e di narrazione degli
eventi prodigiosi del Messia, dalle guarigioni miracolose
alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, dalla resurrezione
dei defunti alla tramutazione dell’acqua contenuta nelle
giare in vino durante uno sposalizio a Cana di Galilea.
L’EVOLUZIONE DELLA CUCINA SPAGNOLA
Sabor
de
España
Eva Kottrova
Sommelier
10
Paella de marisco