Spesso mi son chiesto se in mancanza di pesce fre-
sco in caso di necessità sia meglio optare per l’ac-
quacoltura o un buon surgelato. Nulla si deve ne-
gare per cui le risposte le ho avute sperimentando
sulla mia stessa pelle con alcune prove.
A prescindere da certe varietà ittiche allevate in
mare aperto che mi hanno dato più o meno sod-
disfazione le altre allevate in grandi vasche sono
state una gran delusione. Nutrite spesso con farine
della più diverse origini, anche animali e imbottite
di antibiotici mi hanno lasciato sensazioni alquan-
to discutibili.
Anche il surgelato se proveniente da luoghi so-
spettabili o di prodotti marini come ad esempio
l’insipido Pangasio catturato davanti le foci del
Mekong, oppure pescati da barche che non han-
no o non rispettano i tempi e la miglior linea del
freddo lasciano sicuramente grandi delusioni. Ma,
e dico ma, esistono nel nostro Paese aziende che
producono surgelati ittici di grande qualità e ho
avuto modo di degustare ad esempio delle langou-
stine blu che dalla bontà sembravano spugne intri-
se di acqua marina.
Sono andato a visitare in occasione dell’articolo la
Skalo di Osimo per approfondire le mie ricerche ed
avere conferme. L’azienda commercializza pesce
fresco ad Ancona ma nello stabilimento osimano
trasforma anche lo stesso in surgelati e acquista
nei mercati mondiali il meglio della produzione
del freddo. Mi ha accolto personalmente il com-
mendator Giulio Gagliardini, titolate e fondatore
dell’azienda, che con gran gentilezza ma soprattut-
to competenza mi ha introdotto in visita nei repar-
ti della sua bella industria.
Gualberto Compagnucci
VIAGGIO NEL MONDO DEL SURGELATO
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IL FRESCO E IL GELO
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