Sommeliers Magazine Marche n. 41 - page 31

Dragoncello
Un altra delizia che ci regala la primavera nelle
campagne verdi e soleggiate della provincia di
Pesaro e Urbino sono gli asparagi spontanei,
inconfondibili da quelli coltivati, per dimensio-
ni e per colore. Questi infatti sono più sottili
e più verdi e si caratterizzano per conferire al
palato un leggerissimo e piacevole gusto ama-
rognolo, speciale in alcune preparazioni di piatti.
Gli asparagi selvatici hanno incredibili proprietà
depurative, utilissime per il sistema urinario e per
il fegato, proprietà dovute alla massiccia presenza
nella pianta di tutte le vitamine utile al nostro be-
nessere, compresa la preziosissima vitamina K, in-
dispensabile alleata della circolazione sanguigna.
Inutile rammentare che l’utilizzo degli asparagi in
cucina è veramente sconfinato, dagli sformati, alle
frittate, dalla pasta ripiena ai sughi, a crudo in in-
salata, infine stufati e gustati come contorno.
A marzo ed aprile incontriamo anche il Dragon-
cello, le cui foglie si prestano ad essere utilizzate
come spezie, dato che al palato sviluppano una
spiccata pungenza e un’ottima aromaticità. In
campo erboristico è indicata per favorire la dige-
stione e placare i disturbi allo stomaco, ma in cu-
cina è utilizzata per arricchire di aromi, alimenti
sottolio, uova sode ed verdure a crudo.
L’Ortica è invece molto nota, chi non ha qualche
urticante ricordo di infanzia legato a questa pianta
spontanea? L’effetto urticante è garantito dall’acido
formico che la pianta secerne al tatto. Beh, ini-
ziamo con il dire che è diffusa un po’ ovun-
que, che predilige luoghi impervi e umi-
di ma che in cucina si utilizza tutta
la pianta, con una predilezione per le sue cime più
tenere a fresche. La deliziosa ortica è utilizzata da-
gli Chef per gustosissime paste ripiene. Inoltre, va
ricordato che questa pianta stimola la produzione
di globuli rossi, oltre ad avere proprietà diuretiche e
ricostituenti, tanto che viene addirittura usata, sot-
to forma di decotto, per rinforzare capelli e pelle.
Sempre tra marzo ed aprile si raccolgono le foglie di
Acetosa, nota come acetina per il suo gusto acidulo
e amarognolo e riconoscibilissima per il colore ros-
siccio ramato del suo gambo. L’acetosa è un potente
antinfiammatorio e rinfrescante ed in cucina si usa
nei risotti, nelle frittate, oppure in insalata.
Anche i germogli della
Silene vulgaris
in marzo-
aprile possono essere raccolti. Si caratterizza per
il suo gusto piccante ed conosciuta gergalmente
come striduli. Nella tradizione culinaria popola-
re marchigiana si trovano striduli nella minestre,
nelle paste ripiene, oppure saltati in padella con
aglio e olio, ed infine nelle frittate.
Uno spazio più ampio spetta invece alla Borragi-
ne o
Borrago Officinalis
. I suoi inconfondibili fiori
blu e neri al centro, hanno avuto origine in Oriente
ma ora è largamente diffusa in Italia e soprattutto
nei nostre campagne collinari. Di sicuro è la pianta
spontanea più utilizzata in cucina, di essa di utiliz-
zano le foglie fresche e talvolta anche i petali che
nel gusto rimandano al cetriolo.
Risotto con silene e patate
Spaghetti con crema di spinaci e dragoncello
Cappellacci all’ortica
Rombo in salsa di acetosa
con agrodolce di porri
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