Sommeliers Marche Magazine 46 - page 36

Le leggende raccontano di antiche corti persiane, di
Crociati e di combattimenti sullo sfondo di vigneti
intorno a Gerusalemme (Shahar Adornay – Porta
di Dio); le cronache storiche, invece, conducono in
Borgogna, all’ombra di abbazie cistercensi, dove
sono attestate le prime vendemmie di Chardonnay,
vitigno ibrido ottenuto in età carolingia da pinot
noir e, a quel che sembra, dallo slavo gouais blanc.
Anche senza la malìa dell’Oriente, ce n’è quanto
basta per avere contezza della noblesse di questo
vitigno, in assoluto il più diffuso al mondo, colti-
vato praticamente ovunque, eccetto che ai limiti
estremi della fascia viticola, e per tale ragione defi-
nito, a buon diritto, “internazionale”.
La sua alta adattabilità ha favorito, oltre alla prodi-
giosa diffusione, anche la grande varietà di vini ot-
tenuti. Attraverso un percorso degustativo scandito
in sei tappe, il M° Gualberto Compagnucci ha gui-
dato una folta platea di appassionati e attenti culto-
ri del mondo del vino alla scoperta di chardonnay
provenienti da zone molto diverse del globo.
E l’incipit non poteva essere segnato se non da un
vino italiano,
J. Hofstätter 2017 Alto Adige Doc
:
colore delicato (dovuto anche alla “giovinezza” del
prodotto) che prelude a sentori freschi e fragranti,
gusto pulito eppure intenso e sapido,di bell’equili-
brio. Ottimo avvio!
Appena un cambio di calice, ed eccoci in Cile, con
Veramonte 2016 Casablanca Valley
; da una valle
incastonata fra la Cordigliera e l’Oceano Pacifico,
a fortissima vocazione enoica, un vino che regala
sensazioni nette di miele, frutta secca, vaniglia,
susina gialla e, a sorpresa, fumè; in bocca è persi-
stente, fresco, equilibrato, ben riconoscibile il pas-
saggio in barrique.
Con una nuance decisamente dorata dalla Cali-
fornia
Beringer 2015 Founders’ Estate
: all’olfatto
un’esplosione di frutta (agrumi, mela, pera) anche
tropicale, in grande armonia con la nota di barrique;
molto morbido al sorso, di bella struttura, rotondo e
persistente, non perfettamente equilibrato ma fine.
Marjan Simčič Opoka 2015
è invece un sorpren-
dente chardonnay sloveno, frutto dell’amore del
vignaiolo per la tradizione vitivinicola di fami-
glia, risalente al 1860; con tenacia e rigore, nei
vigneti a cavallo tra il Collio sloveno e il Collio
friulano, dal “cru” Opoka (in italiano traducibile
con “ponca”, argilla dei sedimenti eolici) produce
vini solo delle annate migliori. Il colore dorato e la
consistenza ben rilevabile nel bicchiere introduce
la complessità olfattiva: nespola matura, miele,
vaniglia, noce moscata, confettura; al gusto spri-
giona tutta la sua struttura, costruita da grande
freschezza e sapidità.
Con gli ultimi due vini si giunge in Francia, nel-
la culla dello Chardonnay:
Puligny-Montrachet
2016 Vincent Girardin
e
Premier Cru Mont De
Melieu 2013 Albert Pic
. Grandissima consistenza
per l’uno, annoverato fra i migliori chardonnay al
mondo; esprime tutta l’eleganza del terroir, con
le sue note di barrique ben percettibili ma non
esasperate, la dolcezza della vaniglia e la pienez-
za di una bellissima polpa gialla; pecca un po’ di
freschezza, ma in bocca è meravigliosamente av-
volgente. Pur con gli stessi riconoscimenti, l’altro
risulta più equilibrato: di buona consistenza, bel-
lissima freschezza e grande finezza, e soprattutto
con un bouquet di profumi molto ampio.
Che dire? Anche questa volta, nella ormai consueta
location di Filotea, AIS Ancona ha organizzato un
evento di altissimo livello, un’occasione privilegia-
ta per approfondire la conoscenza, mai completa,
del mondo dello Chardonnay.
Un ringraziamento sincero a tutto lo staff e all’i-
neffabile Maestro!
Un tour... “mondiale”!
CHARDONNAYAROUNDTHEWORLD
Patrizia Zega
Sommelier
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