“corona di spine di Cristo” di Cantiano, Ciam-
bella strozzosa del maceratese, Brustenga di Per-
gola, Brustenga di Cantiano, Cancanbracia della
vendemmia, Cicerchiata, Crescia dolce con lo
zafferano, Crescia con sapa e miele, Crescia con
miele e formaggio, Crescia di granturco con uva
e fichi, Crescia fojata / sfojata / lu rocciu, Crostate
varie, Crostata di torrone di Sarnano, Frittello-
ne dei Santi, Frostenga / Frustengo / Frustingu /
Crostenga / Crustingo / Pistingu / Figusu, Gal-
linella di Pasqua, Maritozzi / biscotti col mosto,
Migliaccio “del padrone”, Pannociato, Panpepato,
Pizza battuta / Pizza di mezzora farcita, Pangelato
alla marchigiana, Pizza dolce co li cicci, Serpe di
Apiro / di Staffolo / di Falerone, Torta / Crescia
/ Pizza con miele, noci e uvetta, Torta / Crescia /
Pizza dolce di Pasqua, Torta di castagne, Tor-
ta di pane, Torta di farro con le mele, Torta
di Natale dell’alta Massa Trabaria, Torta
di riso, Torta di sangue “lu frustengo” di
Camerino, Torta nera, Torta / Pizza con
le noci, Turcata di Fabriano, Vecchiarella di
Mezza Quaresima di Cantiano ecc.
C’è ancora un po’ di spazio per qualche ricetta:
Agnellino di Pasqua
- Dolce a forma di agnellino
con le zampe legate con un nastro rosso. Esistono
diverse versioni dei ripieni a seconda delle zone.
Una prevede di modellare a forma di agnello la
“pizza battuta”, simile al pan di Spagna, tagliata
orizzontalmente e farcita con crema, cacao, man-
dorle tritate. Un’altra di riempire un guscio di pa-
stafrolla a forma di agnello con una pasta di man-
dorle tritate, cioccolato, canditi, zucchero, uova.
È di probabile origine monastica. Il riferimento a
Cristo, agnello sacrificale, è evidente.
Bostrengo del Montefeltro - Massa Trabaria
– In-
gredienti: g 250 di riso, g 150 di pane grattato, g
125 di gherigli di noce e nocciole sgusciate tritati,
g 125 di uva passa, g 100 di fichi secchi tagliati a
pezzetti, ½ litro di latte, g 200 di zucchero, 2 uova,
g 100 di cacao amaro in polvere, un bicchiere di
rum, scorza grattugiata di un arancia non trattata.
Cuocere il riso in abbondante acqua leggermente
salata e toglierlo quando è ancora al dente. Sco-
larlo e metterlo in una grande ciotola. Aggiungere
nell’ordine tutti gli ingredienti mescolando ogni
volta: zucchero, pangrattato, latte, frutta secca,
cacao, scorza d’arancia, rum, le uova ben sbattute,
fino ad ottenere un impasto ne troppo liquido ne
troppo denso. Versare in una teglia adeguata e dai
bordi bassi. Scuotere per uniformare lo spessore
e cuocere in forno a calore moderato (180°C) per
circa un’ora. Dolce delle festività natalizie ma an-
che della festa della Madonna di Loreto (10 dicem-
bre), particolarmente diffuso nella zona di Urbania
(PU) e della Massa Trabaria, dove vige l’antico det-
to “piov o neng tutt le vecch’ fan el bustreg” (piove
o nevica tutte le vecchie fanno il bostrengo).
La versione descritta è quella dei ceti abbienti, i
poveri non utilizzavano il costoso riso ma farina
di mais o di castagne in motagna, ne cacao, rum,
scorze d’arancia.
Ciambella di Pasqua “Corona di Spine”
– Con
farina di frumento, uova, strutto o olio evo, zuc-
chero, mistrà, semi di anice. Si prepara un impasto
che viene tagliato, battuto con il matterello e lavo-
rato per oltre un’ora dandogli la forma di un grosso
filone. Unendo le estremità si forma una ciambella
che viene tagliuzzata ai bordi in 4-5 punti. Si tuffa
nell’acqua bollente e quando viene a galla si siste-
Frustingo o Bostrengo
Crescia dolce di Pasqua
marchigiana
Ciambella di Pasqua “Corona di Spine” di Cantiano
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