Qualcuno dice
“se vedo un colore mi sembra di sen-
tire una nota musicale”
oppure
“se ascolto un brano
musicale immagino un paesaggio”
e diversi altri in-
vece abbinano la musica alla tavola migliorando i
piaceri sensoriali.
Lo confermiamo, perché lo abbiamo già speri-
mentato sette anni fa all’Alberghiero di Loreto.
Abbiamo ascoltato in cuffia diversi brani musicali
degustando uno stesso vino e a seconda di questi il
vino cambiava. Con la musica rock in verità le sen-
sazioni non erano molto gradevoli, con quella jazz
tendeva a migliorare ma… lo stesso calice di vino
degustato con musica classica o brani di Gershwin
e Burt Bacharach... si magnificava. Sinestesia, sti-
molazione o condizionamento?
La scienza dice che anche il suono, quindi l’udito,
ha una forte incidenza nella stimolazione di tutti i
sensi e... anche del corpo, quando l’ascoltare una
musica ci induce automaticamente a seguirne il
ritmo, invogliandoci quindi a ballare.
È più che confermato che i suoni gradevoli aumen-
tino gli stimoli sensoriali soprattutto gustativi:
provateci e ve ne accorgerete. Ecco perché nei ri-
storanti di pregio si mette sempre un sottofondo
di musica classica o comunque orchestrale special-
mente di brani che vanno dagli anni cinquanta agli
ottanta: oltre a creare un’atmosfera rilassante aiuta
ad apprezzare di più sia il cibo che il vino.
L’epicureo grande maestro Gioacchino Rossini,
maestro di musica e di godurie enogastronomiche
e chi più di lui poteva crearne una miglior coniu-
gazione, tra le tante, con le sue grandi e famose
sette ricette sembrano infatti rappresentare la tra-
sposizione delle sette note.
Il
“crocc”
prodotto nello spezzare un pezzo di cioc-
colato e il
“ frrr”
di quello di un fresco wafer, oltre
a informarci sul buon stato di conservazione degli
stessi, contromagari quelli stantii che fanno
“flopp”
.
Beh… questi rumori piacevoli stimolano i nostri
neuroni a mettere in moto i recettori per ricevere
un cibo segnalato dal suono come prodotto gra-
devole; è quindi una sorta di contaminazione dei
sensi che invita a degustare.
Basta già il
“craccc”
di un friabile grissino o di un
cracker a stimolare e produrre acquolina in bocca
perche il nostro computer di bordo ha riconosciuto
un suono classificato gradevole.
Ma anche il leggero gorgoglìo prodotto nel versare
vino in un calice o lo stappare una bottiglia di spu-
mante ed il suo frizzare mettono in moto il com-
plesso meccanismo della sinestesia.
L’udito quindi è un senso che apporta un valido
contributo alla percezione dei piaceri della tavola e
và tenuto in considerazione più di quanto non ab-
biamo mai fatto.
Musica a tavola: da Gershwin a Bacharach
Sinestesia e piacere
G.C.
George Gershwin
35