Sommeliers Marche Magazine 49 - page 36

Vi è mai capitato di stappare una bottiglia di vino
più che datata e rimanere stupìti? Stupore positi-
vo… intendo. Beh... a me è successo in questi ulti-
mi tempi. Scendo nella mia cantina e tra le centi-
naia di bottiglie ne trovo alcune super impolverate
nascoste nell’angolo più remoto di questa.
Le ripulisco dalla polvere, guardo le annate e...
qualcuna non la riporta, le osservo contro luce e
con un certo stupore, appunto, intravvedo “forse”
una possibilità di sopravvivenza e... ripeto forse.
In totale sono una decina di bottiglie tra bianchi,
rosati e rossi per un numero di cinque diverse
etichette. In breve, le porto a casa e giorno dopo
giorno le stappo.
La prima etichetta un Verdicchio dei Castelli di
Jesi DOC Classico Superiore Le Case di Bonci
datato 1997, dopo 22 anni assolutamente spetta-
colare: grande consistenza e di color giallo paglia
appena dorato con ancora nuance verdoline. Naso
inteso, senza cenni di ossidazione, con una esplo-
sione di pomacee mature ma non cotte, seguite da
fiori di mandorlo, tra sambuco e anice verde, de-
licata vaniglia e lieve sentore di noce moscata. Al
gusto con dirompente sapidità e ancora ben per-
cettibile freschezza incorniciata da buona morbi-
dezza. Equilibrio perfetto, finezza e ancora tanta
intensità alquanto allungata in un finale di totale
armonia; ricordo 22 anni di vita, che per un bian-
co è un gran bel record.
Seconda etichetta un Rosato di Candia Berluti,
vino da tavola, da uve Montepulciano del Cone-
ro senza annata, ma che dai miei ricordi risaliva
a 25 vendemmie prima. Un accenno leggero di
aranciato con colore comunque ancora abbastanza
integro e apprezzabile consistenza. Naso ricco di
frutti come melograno, ribes rosso e ciliegia matu-
ra. Gradevolissimo al gusto con leggera freschezza,
morbidezza e suadente sapidità. Equilibrio apprez-
zabile, finezza, persuasivo in intensità, persistenza
e armonia; dopo 25 vendemmie vi pare poco?
Le altre etichette due rossi Conero doc e uno da ta-
vola ma sempre da Montepulciano del Conero. Il
più giovane uno Julius Strologo annata 2007, quindi
con 12 anni di vita ma ne dimostrava non più di 5.
Ottima consistenza, con colore ancora rubino e un
naso ricco di amarena e prugna, viola e cannella con
gusto ricco di ogni che - caldo, equilibrato, ottima
intensità e persistenza con apprezzabile armonia.
Rosso Conero San Lorenzo Umani Ronchi 1996….
stupefacente. Grande consistenza e colore virante
tra il rubino e leggero granato. Naso profondo tra
amarena passita, viola, cannella, chiodi di garofa-
no e stecca di liquerizia. Al gusto quasi da masti-
care per l’intensa e lunga sapidità. Morbidezza e
tannini in ottima fusione, con un’ equilibrio asso-
lutamente perfetto e decisa armonia.
Ultimo non ultimo il rosso da tavola di Alberto
Serenelli, figlio di Montepulciano del Conero,
vendemmia non dichiarata ma confermatami dal
produttore 1988 e bottiglie numerate. Trentuno
anni di vita, un signore di altri tempi in splendida
forma. Grande complessità, naso intriso ancora
di confetture di amarena e prugna, viola e un’e-
splosione tra china, rabarbaro, cannella, chiodi di
garofano, smalto e liquerizia con finale di tabacco
Kentuky. Un vero tripudio poi al gusto: pieno e de-
ciso, lungo ed equilibratissimo con un bell’abbrac-
cio di calore, accettabile freschezza e totale armo-
nia. Tutto ciò è comunque dovuto al DNA di questi
due grandi vitigni: verdicchio e montepulciano.
che quando ci si mette poi il tempo dimostrano
tutta la personalità e virilità che li distingue.
CERTI VINI MOSTRANO I MUSCOLI
QUANDO IL TEMPO È GALANTUOMO
G.C.
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