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Dopo la pausa estiva sono ripresi, presso i locali di Filo-
tea, gli appuntamenti di AIS Ancona con il M° Gualberto
Compagnucci, sempre pronto a proporre e condurre in-
teressanti eventi di approfondimento e di degustazione
in materia di vino ( e molto altro).
Lo scorso 18 ottobre si è svolta una “disfida”, non certo di
ardore bellico – come suggerirebbe il titolo – bensì di ca-
rattere vinicolo, che ha visto protagonisti eccellenti vini
rossi francesi e italiani, in una confronto vivace e non
privo di qualche sorpresa. Sei le prestigiose etichette in
lizza nella contesa italo-francese che ha appassionato il
folto pubblico presente.
Il
Nobile di Montepulciano DOCG La Braccesca 2016
Marchesi Antinori
ha dato il via alla degustazione, un
vino che non avrebbe bisogno di presentazione (se non
altro perché gli Antinori sono i più antichi produttori di
vino in Italia!); bel rosso rubino intenso (Prugnolo genti-
le coniugato al Merlot), olfatto di frutta rossa in elegante
armonia con spezie dolci quali vaniglia e cannella; rico-
noscimenti congruenti al palato ove torna l’aroma della
piccola frutta rossa, avvolta dall’abbraccio lungo e setoso
del tannino.
Pur indugiando su sinestesie meravigliose, occhi e bocca
sono stati inevitabilmente attratti dal secondo nettare:
Châteauneuf-du-Pape 2015 Domaine la Barroche
, una
storia lunga almeno sette secoli. L’annata in degustazio-
ne, piuttosto calda e siccitosa, ha reso il vino di un ru-
bino particolarmente intenso, con
nuances
tendenti al
granato; emana profumi di frutta di sottobosco matura
(mirtillo, ciliegia selvatica) in aggiunta ad effluvi floreali
e speziati; all’assaggio è ricco, con tannini energici, rav-
vivati da una piacevole vena acida.
A seguire,
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva
2016 Marina Cvetic,
che si è presentato di un corposo
ed intenso colore rosso rubino; al naso regala profumi di
confettura di amarena e spezie dolci, mentre al sorso è
caldo e morbido, avvolge con tannini ancora giovani ma
per nulla aggressivi.
Con
Bordeaux Saint-Émilion Grand Cru Classé 2014
Clos des Jacobins
si è giunti ad una delle denominazio-
ni più importanti e prestigiose in assoluto; i vigneti dal
suolo calcareo producono le uve Merlot, Cabernet Franc
e Cabernet Sauvignon di questo vino straordinario, per
serbevolezza, rotondità, eleganza di percezioni di frutta
rossa che giocano con note di viola e spezie dolci; molto
persistente e di perfetto equilibrio.
Barbaresco DOCG 2015 Sordo
evoca nel nome la de-
rivazione gallica delle uve (Nebbiolo) e lascia subito in-
dovinare una bella personalità con il suo colore rubino
dai riflessi granati; estremamente delicato, però, il bou-
quet di fiori e frutta di sottobosco, arricchito da sentori
speziati; in bocca è risultato caldo, morbido, dai tannini
levigati, pieno, complesso e persistente.
Bourgogne-Beaune 1er Cru Les Perrières 2004 Do-
maine De Montille
è stato il sesto ed ultimo vino in
degustazione; da una tenuta di 20 ettari, è un vino bio-
dinamico che perpetua la tradizione di eccellenza della
maison
, coniugandola con l’innovazione. Di interessante
complessità, al naso presenta note di evoluzione: frutti
rossi in macedonia, spezie nobili, rabarbaro, tamarindo,
chiodi di garofano, scorze d’arancio candite; molto ele-
gante, con tannini levigati ma “sostenuti”.
Una bella responsabilità, visto il calibro dei vini degusta-
ti, decidere a quale dei sei assegnare la palma della vitto-
ria; con una non schiacciante maggioranza alla fine l’ha
spuntata il Bordeaux! Una sorpresa, perché il M° Com-
pagnucci ha tenuto celate le bottiglie per tutta la durata
dell’evento, svelando l’arcano solo a giochi fatti ma pro-
mettendo anche la “rivincita” con i vini bianchi.
À tout à l’heure!
SEI GRANDI VINI ROSSI A CONFRONTO
TRA ITALIANI E FRANCESI
LA DISFIDA DI BARLETTA
Patrizia Zega
Sommelier