Sommeliers Marche Magazine 56 - page 6

Château Pichon Longueville
Baron, Pauillac
Quando si dice Bordeaux in tutto il mondo si
pensa subito al top dell’enologia francese e quin-
di ai grandi vini rossi che moltissimi produttori
vorrebbero emulare. Il prestigio di cui godono gli
Château parte dalla classificazione del 1855 che
volle Napoleone III per celebrare la
grandeur de
France
in occasione dell’esposizione mondiale di
Parigi. Nacque così la famosa piramide dei
cru
che
si sviluppava su cinque steps per creare una diver-
sificata classificazione della qualità dei vini di Bor-
deaux. Tale piramide, che regola ancora il criterio
di
cru
, partì conferendo i diversi titoli alle
maison
più celebrate di allora e nel tempo si allargò alle
moltissime altre. Questi, secondo indiscrezioni,
vennero però conferiti soprattutto ai vini rossi in
ragione della reputazione appunto delle
maison
e
del valore economico delle proprie etichette.
Allora quasi tutti i
premier grand cru classé
pro-
venivano dal Medoc a prescindere dallo Château
Haut-Brion sito a nord de la Graves e per i bian-
chi solamente i passiti botritizzati Sauternes et
Barsac, con il mitico Château d’Yquem elevato in
primis addirittura a
premier grand cru supérieur
.
Quindi questa fu la regolamentazione di un terri-
torio specifico che è andata avanti fino ad oggi e
che celebra e rinforza quel tanto nominato prima-
to della Francia:
“la Grandeur”
.
Sicuramente sono molti i francesi che ancora vi
credono, ma alcuni altri sembrano essere in disac-
cordo, perché sostengono che tale classificazione
sia da ritenersi ormai obsoleta e priva di reali fon-
damenti oggettivi. Lo ha dimostrato nel Pomerol
la
Maison
Petrus che ormai da tempo ha rinun-
ciato alla denominazione
Château
e addirittura a
quella di
premier des grand cru
della quale si pre-
giava. Ora la stanno seguendo nel Saint Émilion
gli Château Ausone e Cheval blanc che contestano
il metodo e i giudizi a riguardo delle classificazioni
delle due categorie dei cru, cioè di classe A e B.
Tali fatti stanno sollevando molte polemiche fra i
produttori francesi e molti appunto insistono nel
dire che sarebbe da rivedere il tutto.
Gualberto Compagnucci
GRANDI VINI MONDIALI
TRA PRESTIGIO E CONTROVERSIE
Bordeaux
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