Sommeliers Marche Magazine 56 - page 11

La DOC Falerio nasce nel 1975. La zona di riferi-
mento si estende dalla provincia di Ascoli Piceno
a quella di Fermo e comprende il territorio che va
dalla costa verso l’entroterra. Il clima risente della
vicinanza del mare ed è tipicamente mediterraneo.
I terreni sono prevalentemente argillosi.
Il nome della DO, chiaramente romano, rivela le
antichi origini del Falerio e trae ispirazione dalla
città di Faleria, attuale Falerone.
Le tipologie previste dal disciplinare di produzione
sono due: Falerio e Falerio pecorino, quest’ultimo
introdotto più di recente, in seguito alla valorizza-
zione del vitigno pecorino.
Le uve impiegate per la tipologia Falerio sono
quelle che da sempre vengono coltivate nella zona:
trebbiano, pecorino e passerina. Il trebbiano tosca-
no (dal 20% al 50%) costituisce la base del vino. Il
pecorino (dal 10% al 30%) dona struttura, acidità
e personalità; la passerina (dal 10% al 30%) arric-
chisce il profilo olfattivo. Possono infine essere
utilizzati, in percentuale massima del 20%, i vitigni
a bacca bianca, non aromatici, autorizzati nella Re-
gione Marche. La tipologia Falerio Pecorino preve-
de l’impiego di pecorino per almeno l’85%.
Attualmente si può osservare la maggiore diffu-
sione della tipologia Falerio Pecorino, rispetto alla
più tradizionale DOC Falerio, soprattutto nel ter-
ritorio del fermano. Nel 2019 gli ettari rivendicati
dalla DO sono stati 385,6, gli ettolitri imbottiglia-
ti 22.939,80 per un valore della produzione pari a
2.064.590€ (dati ISMEA). Rispetto al totale della
Regione Marche, gli ettari vitati e il valore della
produzione rappresentano il 20%.
Per ciò che concerne le norme di vinificazione, il
disciplinare non specifica nulla riguardo il mate-
riale dei contenitori da utilizzare per la vinifica-
zione e la maturazione, né riguardo la durata di
quest’ultima. Storicamente sono stati privilegiati il
cemento e l’acciaio, con l’immissione in commer-
cio e consumo nei primi mesi dell’anno successivo
alla vendemmia. Più di recente, alcuni produttori
hanno voluto dare un’interpretazione diversa di
questo vino utilizzando le botti di legno nel proces-
so di elevazione, protratto più a lungo nel tempo.
Il profilo organolettico del Falerio DOC risente
del diverso bilanciamento dei vitigni che lo com-
pongono. Come già anticipato, la prevalenza di
pecorino rende il vino maggiormente strutturato
e persistente, mentre la passerina contribuisce ad
arricchire il profilo aromatico, rendendo il vino
più delicato.
Da sempre il Falerio trova l’abbinamento ideale
con piatti della tradizione, come le Olive ascolane.
Ottime soddisfazioni vengono date dal connubio
tra questo vino con primi e secondi piatti a base di
pesce, come ad esempio un risotto ai frutti di mare,
un rombo in potacchio e un’orata al forno. Da pro-
vare con preparazioni che richiedano l’utilizzo di
verdure (es. vellutate e frittate con le verdure).
FALERIO
UN NOME DI ANTICHE ORIGINI ROMANE
Marica Spuria
Delegato AIS Ascoli Piceno
Falerone
VINI
ha RIVENDICATI
hl IMBOTTIGLIATI
VALORE DELLA PRODUZIONE
Rosso Piceno DOC
993,08
47.441,90
€
3.462.410,00
Offida DOCG
463,29
17.259,60
€
1.605.990,00
Terre di Offida DOC
0,64
248,53
€
24.061,00
Falerio DOC
385,60
22.939,80
€
2.064.590,00
Totale Regione Marche
1.919 37
156.098 00
€
10.146.400.00
PECORINO
PASSERINA
TREBBIANO TOSCANO
11
1...,2,3,4,5,6,7,8,9,10 12,13,14,15,16,17,18,19,20,21,...40
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